FORUM novembre-dicembre 2003

"Ci sedemmo dalla parte del torto, visto che tutti gli altri posti erano occupati".
Bertolt Brecht da Buongiorno!

SGS: HA RAGIONE DEL GROSSO

Sono una dirigente di una Società di calcio femminile della Lombardia. Sono perfettamente d'accondo con quanto scritto dal Sig. Del Grosso e molto altre società che militano nei campionati Allieve e Giovanissime, organizzati dalla FIGC, sono indignate per questo comportamento indecente da parte della Federazione. Sorda a qualsiasi dialogo, la Federazione organizza campionati senza tenere conto delle esigenze e delle proteste, rovinando tutto il settore giovanile femminile.
Sino a tre anni fa' il campionato delle Giovanissime a 11 in Lombardia contava 2 gironi con almeno 22/24 squadre.
Ora esiste nel campionato Allieve un solo girone con solo 12 squadre. E' questo il modo di incrementare il calcio femminile?
Perchè, visto che tutte le regioni o quasi, hanno di che lamentarsi per questi regolamenti la federazione continua a fare esattamente il contrario di quanto richiedono la stragrande maggioranza delle società di calcio femminile?
Propongo che il dibattito sia televisivo e con tutti i responsabili del Settore Giovanile Scolastico Femminile, uno su tutti l'egregio Dott. Papponetti, che anche se ha avuto la gentilezza di rispondere per iscritto ad una protesta inviata nel mese di luglio, ha scritto un sacco di bugie ed inesattezze che non hanno fondamento alcuno.
Lorena Montini ACF Le Azzurre Corsico (MI)

SPESE MEDICHE: DIPENDE...

Vorrei intervenire sui temi sollevati dalla "giocatrice un po' delusa". Se non sbaglio esiste un'assicurazione che da qualche anno copre una gamma abbastanza ampia di situazioni che possono verificarsi nel campo di gioco. Per le esperienze che ho avuto nella mia società l'assicurazione ha sempre pagato dopo aver ricevuto gli incartamenti nelle modalità corrette. C'è un po' di burocrazia, c'è un po' da aspettare, ma credo che rientri tutto nella normalità. Sicuramente nel messaggio che ho letto c'è un modo di pensare che trovo assolutamente sbagliato e cioè il fatto che la giocatrice non si senta parte della società, ma una sorta di lavoratrice dipendente della società datrice di lavoro. E' inutile ricordare che siamo in un ambito dilettantistico e che questo approccio pseudo professionistico ci porta a pensare e a fare cose sbagliate. Questo è un errore che le stesse società fanno. Io credo che dobbiamo tutti ricordarsi di dove siamo e che cosa facciamo e soprattutto tenere presente quale sia il mercato nel quale ci troviamo. In conclusione, se ci ricordiamo una volta per tutte che siamo parte del mondo dilettantistico, allora facciamoci tutti carico che questo è un mondo fatto di sacrifici e di rinunce, e che può anche capitare che chi gioca debba pagarsi attrezzature, viaggi, spese mediche. Se invece vogliamo continuare a giocare ai professionisti, allora la giocatrice delusa ha perfettamente ragione: lei gioca per dei datori di lavoro e ha diritto ai contributi, le ferie e le spese mediche. Ma i soldi prima o poi finiscono.
Massimo

SPERO CHE GAUCCI FALLISCA

Ciao spero tanto che Gaucci non riesca nel suo intento penso che a lui del calcio femminile non interessi niente stà facendo tutto per fare notizia. Voglio dire solo che se veramente vorrebbe dimostrare a tutti le capacità del calcio femminile potrebbe muoversi creando una sua squdra e magari anzichè preoccuparsi degli arbitri o di potersi salvare dalla B potrebbe pensare allo scudetto coppa europea e tutto il resto con una squdra femminile sarebbe comunque il primo presidente di A maschile ad avere anche una bella realtà femminile.
Roberto

SPESE MEDICHE: CI VUOLE L'AVVOCATO

Rispondo alla calciatrice delusa che accusa la propria società di non venire in contro alle spese mediche sostenute in seguito ad un infortunio. Ti invito a parlare con un avvocato, anche, se c'è, quello della società per valutare la pratica assicurativa, che peraltro si prescrive in un anno, e a chiedere alla società di pagarti la differenza. Se sono onesti lo fanno, ma difficilmente ti anticiperanno le spese. Se hai bisogno di altre informazioni, prova a contattare l'associazione italiana calciatori. Ciao e auguri
Cris

SPESE MEDICHE: CHI PAGA?

Ciao a tutte/i, volevo fare un "sondaggio" per capire se sia normale e quindi anche giusto secondo voi, che una giocatrice oltre ad avere la sfortuna di infortunarsi peraltro in partita, (quindi giocando per la propria squadra) debba avere anche la "fortuna" di pagarsi tutte le spese per visite mediche, medicinali, materiali ortopedici ed infine eventuali operazioni, assolutamente necessari al recupero delle normali capacità fisiche, senza che la società per la quale gioca sborsi una lira. Ora dico, sono io che ragiono in maniera sbagliata, oppure almeno una parte delle spese, se non interamente, come sarebbe più corretto fare dal mio punto di vista, venisse pagata dalla società dove giochi? Perchè capisco che ci sia l'assicurazione, però non si è sicure che ti copra l'infortunio e secondo i soldi che forse ti arriveranno, sarà sempre dopo aver già sostenuto di tasca tua tutte le spese, che in caso di operazione si parla anche di 4 o 5 milioni di vecchie lire. Non chiedo certo alle società di pagare le operazioni, ma bastano le spese mediche per i medicinali e materiali ortopedici, dopotutto stavamo giocando per loro. Corriamo il rischio di farci male anche seriamente, stare ferme per dei mesi e pagarci tutte le spese, anticipando soldi che forse ci verranno rimborsati o forse mai dall'assicurazione e in più dalla tua società non vedrai mai niente, bello... bello schifo. Ora si che sono più tranquilla quando gioco... Mi può anche star bene non prendere soldi per giocare, ma non rimettercene se mi faccio male e per di più seriamente. Per questo volevo chiedervi se ritenete che sia giusto che le società si comportino come la mia e quindi che le spese siano a nostro completo carico in caso di seri infortuni, se e dove c'è un regolamento che ne parla. Ringrazio anticipatamente chi sarà così gentile da rispondermi, cordiali saluti.
Una giocatrice un pò delusa...

SU COSA FACCIO LA TESI?

Chiedo soccorso! Sono una studentessa al terzo e ultimo anno della facoltà di Scienze Motorie e sono terribilmente in crisi! Questo è l'anno della tesi e non so proprio su cosa farla... L'argomento generale che volevo trattare era il calcio femminile, ma una cosa più specifica x ora non mi viene in mente...
Se qualcuno ha qualche suggerimento ne sarei felice! Scrivete a: rermaco@tin.it...
Grazie fin d'ora a tutti.
Alberta

DONNE FRA GLI UOMINI? UN PASSO INDIETRO

Spett.le redazione
vorrei dire la mia su questa querelle che ultimamante sta animando il movimento sopratutto dopo l'intervento di Luciano Gaucci.
Premettendo che seguo il calcio femminile dal 1985, prima come redattore di una radio privata, poi come allenatore di calcio a 5, qualifica che continuo a mantenere nella società Aurelio Bachelet.
Su questa corsa a farsi tesserare nelle squadre maschili concordo perfettamente con la sig.ra Levati. Per me è un grandissimo passo indietro nella lotta che tutti i seri addetti ai lavori hanno fatto in questi anni. Io che credo molto nel lavoro sulle giovani, come dimostra il fatto di aver istituito per primo a Roma una scuola di calcio a 5 femminile e 4 titoli consecutivi vinti nella categoria allieve, sarei addiruttra per cercare di organizzare squadre di sole ragazze. Per questo plaudo, e l'ho anche ringraziato personalmente, all'Avv. Fiormonte per il lavoro che sta facendo. Mettersi in coda per giocare coi maschi la ritengo una ammissione di inferiorità, un emulazione di qualcosa di inarrivabile. Invece va dimostrato che il calcio a 11 e anche il calcio  a 5 che oggi è in un'ascesa interessante, sono sport diversi, ma altrettanto belli, piacevoli, divertenti da seguire nel loro insieme, per quello che sono.
Va esaltato il lavoro di società e singoli che si prodigano per questo.
Se come si dice la Ljungberg dovesse andare a giocare con il Perugia per me sarebbe solo un fenomeno da baraccone. Avete già sentito i primi commenti? Come farà con lo spogliatoio, dove si cambia, in albergo con chi dormirà, segue la squadra o sta da sola. Non ho ancora sentito nessuno parlare delle caratteristiche tecniche della ragazza o su quale posizione in campo occuperà e così via.
Allora lancio un appello a tutte le ragazze che invece stanno cercando di inserirsi in squadre maschili. Lottate perchè lo sport che amate esca sempre più allo scoperto, che vengano apprezzate le qualità di chi gioca e sopratutto tempestate di chi di dovere a dare sempre più spazio e risorse per sostenere e promuverne la crescita.
Grazie per la collaborazione e buon lavoro.
Giorgio Regni www.giorgioregni.it

ABBIAMO LAVORATO BENE, NOI CHE C'ERAVAMO

Ciao Angy, ho letto il tuo messaggio dove dici che il questi ultimi anni il calcio femminile e' andato indietro, ma non sono d'accordo, anzi credo che siano stati fatti dei passi avanti importanti curando in particolare il livello tecnico e tattico che  nel passato veniva relegato ad allenatori improvvisati e sicuramente non adatti all'insegnamento del gioco del calcio.
Personalmente alleno il calcio femminile da 16 anni e ti assicuro che inizialmente non credevo in questo sport perche le basi tecniche delle ragazze erano veramente inconsistenti e mi appariva impossibile riuscire a fare qualche cosa di buono.
Attualmente alleno una formazione di A2, mentre anni fa seguivo come preparatore dei portieri una formazione di A, ma poche ragazze di allora sarebbero riuscite ad essere titolari nella mia formazione attuale.
Nella A di 16 anni fa' le ragazze non avevano conoscenza calcistica, non sapevano le regole del calcio e ignoravano le basi della tecnica individuale ed applicata, ora si possono trovare calciatrici erudite e consapevoli di cio' che fanno mettendo molte volte in difficolta' gli allenatori improvvisati.
Anche a livello atletico le cose sono cambiate e se adesso un po' tutti hanno il preparatore atletico una volta era tutto a discrezione del cosidetto "allenatore" , il quale molte volte distruggeva i fisici delle ragazze applicando metodologie strettamente adatte agli uomini.
In questi ultimi anni poi, nelle scuole si sta facendo un ottimo lavoro di propaganda e sono numerosi i tornei scolastici e le esercitazioni ginniche  legate al calcio.
Il calcio  femminile e' entrato poi in tutte le competizioni piu' importanti a livello nazionale ed internazionale e si sta sviluppando a macchia d'olio in tutto il mondo ed in tutte le culture.
Concludendo ti voglio rassicurare dicendoti che chi non ha abbandonato il calcio femminile ha lavorato bene e nei prossimi 10 anni credo che questo grande lavoro emergera' e dara' una spinta decisiva a questo sport.
Roberto Genta

NON MI POSSO ALLONTANARE UN MOMENTO...

Ho allenato nel calcio femminile, 10 anni fa.. Ho avuto la possibilità di stare con persone serie ed attente. Poi ho passato dieci anni nel maschile.Ora sto per rientrare nel settore, ma....ho trovato qualità tecnica di livello più basso (parlo in generale), e molta meno serietà da parte dei dirigenti. Chi mi sa dire, cosa è successo nel frattempo?
Angy


Da giugno 2002 l'argomento è  a discrezione dei visitatori
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I temi precedenti erano:
Scudetto alla Lazio: giusto così?
Ma come si fa a trovare lo sponsor?
Ma perchè si iscrivono?
"La vera nazionale è quella che perde o quella che vince?"
"Arbitri, vittime o carnefici?"
"Ma perchè la nazionale perde sempre?"
"Ma che si deve fare per avere più visibilità?"
"Chi vincerà lo scudetto?"
Chi è "la meglio" in assoluto?
"Ma perchè ci hanno buttato fuori dall'Europeo?"
 "Perchè il calcio femminile non decolla ?"