FORUM dicembre 2002 - gennaio
2003
"Ci sedemmo dalla parte del torto, visto che tutti gli altri
posti erano occupati".
Bertolt Brecht da Buongiorno!
UNA DELUSIONE PIU' MORALE CHE CALCISTICA
Il gruppo Original Supporters desidera ribadire che la nostra protesta
e quindi la nostra indignazione nei confronti delle calciatrici Comin Placchi
e Camporese e nata da una delusione più morale che calcistica.
Sicuramente andare a vestire la maglia dell'altra squadra della città
o di quella più rivale in campionato non è un gesto nobile
o forse non lo era qualche anno fà visto che di questi tempi anche
il calcio maschile ci ha dato moltissimi esempi di scandalose partenze.Ma
l'emigrazione avvenuta questa estate da Bardolino a Foroni nasconde un
qualcosa di ancor più disgustoso nei nostri confronti,infatti il
rapporto che avevamo con le 3 ragazze era ottimo specialmente con Fabiana
Comin, da sempre è stata sostenitrice di ogni nostra iniziativa
e da sempre ha condiviso ogni nostro pensiero.
Ecco perchè la nostra reazione è stata così dura
nei loro confronti.
Il fatto che la stessa protesta si andata in scena anche a Roma non
ci stupisce affatto, anzi questo evidenzia come la VERA mentalità
ultrà tenda sempre a valorizzare e promuovere ideali che il mondo
d'oggi ha dimenticato.
ORIGINAL SUPPORTERS
SULL'ACCESSO AI CORSI PER ALLENATORI
La risposta a Donato potrebbe essere breve e concisa
ma preferisco fare un racconto articolato della mia esperienza al corso
allenatori di base che ho svolto nella mia città due anni fa in
modo che trovi risposte concrete ai suoi dubbi.
La prima difficoltà che si affronta è di avere sufficienti
titoli per poter essere ammessi alla prova pratica e anche nel mio corso
so che le domande erano almeno 3 volte tante rispetto ai posti disponibili
(che sono normalmente dai 40 ai 50 perché è impensabile che
i docenti possano seguire un gruppo di maggior entità) e questo
è uguale per tutti, al di là dell’attività svolta
(maschile, femminile, calcio a 5).
Il comitato della mia città è poi stato molto lungimirante
in quanto ha previsto per la prova pratica poco di più del numero
previsto in modo che, fra rinunce spontanee, assenze di vario tipo ecc.
praticamente tutti sono stati accettati (è pur vero che la capacità
tecnica personale non è indispensabile per allenare ma….AIUTA soprattutto
con i giovani). Io personalmente ho scoperto quel giorno che potevo
esimermi da tale prova in quanto avevo presenza nella Nazionale ma, pur
in evidente difficoltà essendo l’unica donna in mezzo a 50 uomini,
ho preferito parteciparvi e credo di aver cominciato con questo a gettare
le prime basi di un rapporto paritario con i miei colleghi-allievi.
Lo sforzo nel seguire le lezioni è stato molto: tutti uscivamo
dal lavoro, viaggio per arrivare a scuola e via per 5 settimane, compreso
i sabati, dalle 18 alle 23 ma il clima instaurato in sala è stato
molto partecipativo e sereno, anche con ex giocatori che io avevo visto
solo in TV a ….90° minuto.
I docenti durante le lezioni usavano abitualmente parlare di ragazzi
e uomini ma forse proprio per la mia presenza alla fine aggiungevano sempre,
là dove fosse necessario, qualche cosa anche sulle ragazze (vedi
medicina, psicologia e preparazione atletica) senza che questo fosse materia
di studio come peraltro era previsto nel programma ufficiale. Da parte
mia ho cercato di non sforzare coloro che di calcio femminile non volevano
parlare piuttosto di incuriosirli facendo domande sul mondo maschile e
costringendoli a chiedermi (la curiosità non è solo femmina)
altrettanto della nostra attività.
In verità ho imparato molto, soprattutto ho imparato a NON FARE
DANNO che è la cosa principale per chi lavora con i bambini/e. Ho
imparato che quasi tutto quello che viene insegnato per i ragazzi vale
anche per le ragazze ed è quindi utilissimo, ho imparato che io
potrò essere un buono/cattivo allenatore/allenatrice tanto fra i
ragazzi quanto fra le ragazze, ho imparato che la stima e la fiducia
dipenderà solo dal mio approccio al gruppo senza pregiudizi e paure,
ho imparato che molti miei colleghi allenatori hanno solo bisogno di conoscerci
per perdere l’altezzosità di quello che Donato chiama ‘maschilismo’
e poi per il resto è solo questione, come nella vita, di intelligenza
e cultura.
Ora dopo due anni vado a cena con alcuni di loro prima di Natale (vogliamo
verificare che ognuno di noi ‘mangi il panettone’ senza essere esonerato)
e ovviamente parliamo di calcio: ognuno di loro ascolta i miei metodi di
allenamento e i miei consigli come io ascolto i loro.
Loro vengono a vedere le partite delle ragazze e io continuo ad andare
a vedere i ragazzini/e la domenica mattina, non importa di quale società,
o mi fermo a vedere gli allenamenti dei miei colleghi uomini sulla strada
del ritorno dal lavoro e ‘rubo’ idee, e penso ‘che bravo’ e solo raramente
torno a casa senza qualcosa di utile per il mio percorso formativo.
Ho avuto esperienza con una società maschile nel passato come
preparatore dei portieri ed adesso, ogni anno, mi chiamano per propormi
una loro squadra: per me ora è solo una bella lusinga, in futuro
‘mai dire mai’.
Beh, morale: penso che come per tante cose l’indispensabile è
sapersi integrare con positività. Sappiamo che non è facile,
sappiamo che ogni giorno incontriamo persone ottuse e di strette vedute,
ma non solo nello sport, che non abbiamo visibilità, ma spesso è
perchè noi non sappiamo coinvolgerle oppure siamo ‘gelosi’ del nostro
piccolo mondo.
Se posso dare un consiglio; per chi vuole fare l’allenatore il corso
è un gradino importante ed indispensabile, comunque vada, e la ‘nostra’
presenza è più importante di quanto forse oggi possiamo pensare.
MG
E GLI ARBITRI ALLORA?
Nell'altro forum si lamentano per gli allenatori poco qualificati...e allora
che dire degli arbitri?????? ci mandano gli scarti degli scarti!!! Gran
parte di loro forse non sanno nemmeno cosa sia il calcio e in che
condizioni si debba giocare!!!!! due domeniche fa qualcuno "lassù"
si deve essere sbagliato e alla mia squadra ha mandato un arbitro di pallanuoto!
Infatti solo un arbitro di quello sport avrebbe potuto farci giocare in
quello che dopo la pioggia incessante, più che un campo era una
risaia!!!! la mia squadra ha vinto 3 a 1...perchè mi lamento allora?????
perchè il mio contributo è durato solo 25 minuti... il mio
ginocchio ha ceduto nel fango e ne avrò per un bel pò!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
che delusione... e che rabbiA!!!! tanta gente ha rischiato di farsi molto
male!!!!!!!!!!!!! SCUSate lo sfogo...
noe
PARI OPPORTUNITA'
Trovo che sia veramente ingiusto che un allenatore di calcio femminile
per conseguire il patentino debba seguire lo stesso iter di un allenatore
di calcio maschile. Con l'esasperato "maschilismo" che vige nel calcio
come è possibile pensare e sperare che il giudizio nelle "selezioni"
ai corsi sia paritario!
Donato
UNA QUESTIONE DI CULTURA
L'esonero di un allenatore va sempre visto come un fallimento dei programmi
societari. Questo mal costume che è prerogativa quasi esclusiva
del mondo"calcio maschile" leggo che sta attacchendo anche nel mondo "femminile".
Perchè? Semplice: mancanza di Cultura. Dove per "cultura" intendo
"capacità a redigere programmi, realizzarli, gestirli. Sapere in
che contesto lavoro, mi confronto, agisco. Sono stato spettatore di Milan
- Foroni di due giornate fa. Volevo conoscere, vedere, il calcio Femminile
di vertice. Mi sono trovato con un Milan Acf che mette in panchina un finto
allenatore e un dirigente che fa l'allenatore ma che non ha ne patentino
ne cultura sportiva per guidare una squadra di livello Serie "A". Scandalo!
La Presidente della Federazione era presente alla partita e non ha intrapreso
nessun provvedimento per far finire questa "farsa". Ecco. Ad Oristano si
"esonera" un Mister che ha gli attributi sportivi per esercitare e far
crescere il movimento. A Milano si tiene in panchina un prestanome. Signori
Presidenti mettiamoci più "cultura".
Bruno
NO ARTICOLO 34
Art.34 delle N.O.I.F.: ma chi l'ha inventato??? Ha una qualche utilità
oltre a quella di prestarsi a varie interpretazioni, causare reclami (squallidini,
direi) e quindi creare polemiche? C'è qualche società che
ha seriamente accertato l'idoneità psicofisica delle calciatrici?
Ma cosa vuol dire idoneità psicofisica? Perciò, ABOLIAMOLO!
Mandi
Aua
IL BALLETTO DELLE PANCHINE C'E' SEMPRE STATO
Credo sia doveroso precisare che "Calcio Donne Net" si basa in larghissima
misura sulle collaborazioni spontanee, quindi per adesso non credo sia
corretto interpretare un aumento dei comunicati nei quali si racconta l'esonero
di un allenatore come un effettivo aumento degli esoneri. (Un po' come
quando si interpreta l'aumento delle denunce di un qualche reato come l'aumento
effettivo di tal reato). La domanda che comunque ci poniamo è un'ottima
domanda: perchè si esonerano gli allenatori? e perchè dopo
un po' di tempo ritornano?
Brontolo
PANCHINE BOLLENTI
Corregetemi se sbaglio in quest'anno calcistico 2002/03 c'e' con piu' frequenza
l'avvicendamento del mister nei campionati di serie A ed A2 rispetto ai
campionati appena trascorsi. I cambiamenti gia' avvenuti (conosciuti tramite
voi) sono 5 o 6, sarebbe bello e utile conoscere le motivazioni, forse
c'e' un evoluzione in atto nel nostro movimento che accresce le tensioni
per cui le societa' pretendono dai misters molto di piu', oppure sta diventando
una moda? se la risposta e' nella prima ipotesi, questi misters sono nella
condizione ideale per lavorare oppure devono operare con "quello che passa
il convento" cioe' tra mille difficolta'? spero che i presidenti e/o dirigenti
di qualsiasi societa' esprimano il loro autorevole pensiero, confrontare
le idee di piu' persone anche se molto diverse servono comunque ad aprire
questo mondo che attualmente mi sembra molto chiuso.
saluti
Enea
SPIRITO DI CORPO
Sono l'allenatore della Vigor senigallia, ho letto nei commenti dalla nuova
Sardegna dell'esonero di Poncellini da parte dell'Oristano, non entro assolutamento
nel merito della questione e saluto il presidente, i dirigenti e e tutti
i tifosi che ci hanno accolto in maniera molto squisita in occasione dell'incontro
Oristano-Vigor Senigallia, ed in quella occasione ovviamente ho conosciuto
Poncellini e ci siamo confrontati un po' su tutto quello che riguarda il
calcio femminile, debbo dire che mi dispiace molto in quanto le nostre
"filosofie" nel portare avanti un programma sono uguali, anzi essendo lui
professore di educazione fisica ha le idee molto chiare nell'impostare
un lavoro atletico abbinato ad una esercitazione tecnica cosa che a me
rimane piu' difficile essendo solo un "pseudo "allenatore. Voglio fare
a Poncellini i miei piu' sinceri auguri e sono convinto che avra' modo
in altre occasioni di poter avere il tempo necessario nel portare avanti
i suoi progetti che condivido pienamente. Un saluto da un collega
Antonio Censi
Da giugno 2002 l'argomento è a discrezione dei visitatori
ottobre-novembre 2002
agosto-settembre 2002
luglio 2002
giugno 2002
I temi precedenti erano:
Scudetto alla Lazio: giusto così?
Ma come si fa a trovare lo sponsor?
Ma perchè si iscrivono?
"La vera nazionale è quella che
perde o quella che vince?"
"Arbitri, vittime o carnefici?"
"Ma perchè la nazionale perde sempre?"
"Ma che si deve fare per avere più
visibilità?"
"Chi vincerà lo scudetto?"
Chi è "la meglio" in assoluto?
"Ma perchè ci hanno buttato fuori
dall'Europeo?"
"Perchè il calcio femminile
non decolla ?"