CHE FRETTA C'ERA? BENEDETTA PRIMAVERA! (luglio 2003)

Sono una tifosa della FiammaMonza e leggo in questo momento del trasferimento della Tona alla Torres. Sono molto dispiaciuta del suo abbandono. So delle sue legittime ambizioni e le auguro di riuscire molto presto ad arrivare molto in alto. Mi rammarico però di come si possa lasciare in fretta una Società che ti ha dato molto. Auguro alei comunque tanta fortuna ma soprattutto auguro alla Fiammamonza di svolgere la prossima stagione alla grande con sicuro contributo delle giovani e promettenti leve della Società. Cordialmente.
Viviana Crespi

COLPI DI TESSE (giugno 2003)

Ho rivisto la partita del 21/6 Lazio-Fiammamonza. Mi ha deluso l'atteggiamento in campo di alcune giocatrici della Nazionale, in particolare di Tesse, che fino a sabato consideravo una professionista. Cosa significa sul 3 a 0 un intervento del genere sul fallo della linea laterale? Non è stato un fallo di gioco, Tesse è entrata per far male. Cosa voleva dimostrare ... di poter fermare Marianna Hofer? Certo, l'ha fatto, ma solo in quel modo poteva riuscirci. Secondo me queste cose dovrebbero essere punite, perchè sono immorali. Non si può permettere che una "giocatrice" rovini volontariamente la carriera ad un'altra. Sta di fatto che Hofer ha subito il secondo grave infortunio della stagione. Questo non è calcio e non è sport... Complimenti a Tesse ... che ci rappresenta anche vestendo i colori della Nazionale.
Raffa

MA CHE COLPA ABBIAMO NOI? (giugno 2003)

Ciao a tutti, gioco nell'Acf Levante e volevo rispondere alle email di Stefania (maggio) e di Carlo (febbraio) i quali si lamentano dei campi da gioco del nostro campionato. Ci tengo a precisare che in parte sono d'accordo sul fatto che alcuni siano impraticabili, ma in alcuni casi, come è successo a noi, ciò è dovuto esclusivamente al mal tempo. Dico questo perchè in quella partita contro il Firenze, di cui parla il Sig.Carlo, c'ero anch'io e se il campo era impraticabile quel giorno, ciò era dovuto al fatto che fino a pochi minuti prima c'era stata un'alluvione! Credetemi, un'alluvione! Ora sfido chiunque a trovarmi un campo che regga a due giorni di pioggia ininterrotta rimanendo in perfette condizioni... La cosa che mi stupisce è che il Sig.Carlo come ha parlato dell'impraticabilità, che io per prima ammetto esserci stata, ha trascurato un particolare "insignificante" come un'alluvione... Quindi la "colpa" non è nè della mia società nè del nostro campo, piuttosto io me la prenderei con l'arbitro che ha deciso di giocare lo stesso, se proprio vogliamo incolpare qualcuno... L'altra cosa che volevo dire a Stefania,  è che a parte il campo del Football Cagliari e del S. Gregorio gli altri da lei menzionati pur non essendo in erba, erano secondo me in buono stato, senza comportare rischi per noi giocatrici. Altra cosa, non so se hai un'idea di cosa voglia dire mantenere e soprattutto trovare qualcuno che ti dia un campo da calcio in erba? Non so voi, ma noi qui per trovarne uno abbiamo fatto salti mortali. Concludo dicendo che le difficoltà ci sono per tutti, per cui al posto di darci addosso l'uno con l'altro sarebbe meglio aiutarsi a vicenda e essere un pò più comprensivi se il campo non era come lo volevamo noi, pensando che forse la squadra avversaria ce l'ha messa tutta per trovare un campo in erba decente ma se gli è stato concesso "solo" quello su cui poi avete giocato... non ha poi tante colpe, a me sembra...
Giusy

VENERDI' 13 (giugno 2003)

Vorrei complimentarmi pubblicamente con una giocatrice d'esperienza titolare nella sua squadra e nella rosa della nazionale maggiore per la sua correttezza in campo...la numero 13 della lazio TESSE! sul 3 a 0 in favore della sua squadra è riuscita a fare un fallo inutile e cattivo nella finale di Coppa contro il Monza su Marianna Hofer costringendola ad uscire.....tralasciamo i commenti!
Barbara

ABBASSO GLI ARBITRI (E QUALCHE DIRIGENTE) (giugno 2003)

Ciao a tutti! Anch'io gioco a calcio come le tante ragazze che si sfogano qua, e leggere i loro scritti non ha fatto che confermare i miei pensieri... gli arbitri sono per la maggior parte degli incapaci, almeno quelli della serie D e a quanto leggo non solo. Riescono a rovinare delle bellissimi partite, a volte con favoritismi palesi, altre dimostrandosi veramente inetti nel giudicare, sia da una parte che dall'altra. Inventano regole e si mettono su un piedistallo convinti di avere il potere assoluto perche' hanno il fischietto. Pochi davvero sono stati bravi. Tanti inoltre arrivano in campo con superficialità perche' tanto devono arbitrare "le donne". E chi ci rimette sono le squadre in campo.
Sono d'accordo anche sui dirigenti, in panchina c'e' gia' un allenatore che parla alle ragazze, e dovrebbe bastare, gli altri dovrebbero imparare a starsene un po' zitti. E' brutto quando qualcuno rovina l'unica cosa che riempie la tua vita, quando dai tutto e uno distrugge il duro lavoro che hai fatto.
Guja

PER UNA DODICENNE DI TROPPO (giugno 2003)

Ancora una volta siamo state vittime dell'ennesima ingiustizia! Domenica scorsa noi della Venus Arzano avremmo  dovuto giocare la finale di Coppa Campania, dopo aver vinto contro il Capri  e il Trecase nel girone a tre della fase preliminare. Ma la finale ci è stata negata dall'ennesimo ingiusto ricorso fatto contro di noi, questa volta dal Capri, perchè, in base al referto dell'arbitro, avrebbe preso parte alla partita  Capri-Venus una giocatrice di 12 anni. La cosa si potrebbe anche accettare (anche se vincere una partita a tavolino per questo motivo è da vergogna...), ma quello che ci fa più rabbia è che non si capisce a cosa stesse pensando l'arbitro quel giorno visto che  in realtà la giocatrice in questione non ha giocato nemmeno un secondo di quella partita! Ma quando la smetteranno di prendersi queste vittorie immeritate e toglierle a chi invece se le è sudate sul campo? Comunque siamo contente che alla fine la Coppa se l'è aggiudicata l'Irpinia Rosa  sicuramente se l'è meritata di più!
Venus
Precisazione di Gabe: il comportamento dell'arbitro e il reclamo del Capri, così come si deduce da quanto viene raccontato, sono perfettamente in linea con la normativa federale.

PER UN GUARDIALINEE DI TROPPO (giugno 2003)

Gioco nel C.F.Marsala, serie C Sicilia, e mi piacerebbe chiedere a chiunque si reputi uno sportivo, un parere su un episodio recentissimo accaduto alla mia squadra. Con grandi sacrifici, tra 16 squadre, dopo un campionato lunghissimo e i play-off siamo arrivate in finale per cercare di ottenere la promozione in serie "B". Abbiamo, meritatamente, battuto in semifinale la squadra favorita, l'Atletico Agrigento (ex serie B 2001/2002), con correttezza e giocando una partita pressocchè perfetta. In quella partita abbiamo schierato come guardalinee un signore tesserato con noi da pochi giorni poichè colui che abitualmente lo faceva quella domenica era impegnato. Giovedì il Mister con il viso stravolto ci dice che con un "gesto nobile e sportivo" l'Agrigento, non avendo saputo batterci in campo, aveva sporto reclamo per tesseramento irregolare del guardalinee!!! Credevo che almeno nel calcio dilettantistico i valori resistessero ancora, con questo atto di vigliaccheria questa società non solo ha distrutto i sacrifici di un anno (e potete credermi, davvero tanti) ma ha perso il rispetto nostro e di tutto l'ambiente calcistico siciliano (e spero nazionale). Sapere accettare le sconfitte "regolari e meritate" è nobile, cercare a tutti costi di ottenere, senza meritarlo sul campo, una vittoria, sicuramente non giova nè al calcio femminile nè allo sport in generale. Peccato, perchè si è rovinato un campionato davvero bello, dove anche le squadre ultime classificate avevano lasciato qualcosa di speciale. Adesso saranno loro a disputare la finale, ma con che coraggio andranno in campo? Nè io nè le mie compagne ce l'abbiamo con le avversarie che hanno combattuto lealmente in campo, ma non ci aspettavamo davvero un tale tiro mancino da parte di una società che si riteneva "seria". Ma mi vorrebbero far credere che un guardalinee tesserato in ritardo può inficiare la regolarità di una partita? Concludo sperando che qualcuno mi dia un motivo per credere ancora nella lealtà sportiva e soprattutto facendo davvero i miei complimenti all'Agrigento per aver decisamente rovinato un'anno calcistico bellissimo.
Valeria

NESSUNO E' PERFETTO (maggio 2003)

Tutti i miei complimenti..... ai dirigenti della LAZIO.... Sabato 24 Maggio ero ad assistere alla partita FORONI-LAZIO e ho assistito a un vergognoso lancio di insulti parole verso le giocatrici da parte dei dirigenti LAZIALI penso che chi a certi ruoli dovrebbe essere il primo a dare l'esempio invece...... ho sempre detto che il calcio femminile non deve prendere i difetti di quello maschile ma purtroppo non è cosi.
Con questo nulla da togliere alle ragazze in campo che sono state corrette e meritevoli della vittoria.
LA sconfitta è stata dei loro DIRIGENTI.
Roberto

MA CHE CAMPO E'? (maggio 2003)

Mi sono veramente stancata di giocare in serie B, essere costrette ad affrontare un campionato pieno di insidie: trasferte lunghe e costose e ritrovarsi a giocare su campi senza erba o addirittura in ghiaia, ed essere costrette a lavarci in spogliatoi fatiscenti... dico a chi gestisce ed organizza un campionato così dispendioso e ricco di sacrifici di farvi partecipare solo ed esclusivamente le società che ne hanno i mezzi non solo tecnici (le ragazze) ma anche campi da gioco e spogliatoi all'altezza della situazione!!
Faccio una domanda a chi a partecipato al campionato di serie B girone C... Come avete trovato i campi da gioco di Carbonia, Cagliari, San Gregorio e Picenum? Quanto ha speso la vostra società per quelle trasferte? Non farebbero prima queste società a fare un campo sintetico come quello di Perugia (a proposito complimenti!)? Bisogna che la federezaione e la signora Levati scendano dal piedistallo e comincino a fare il loro lavoro a modo...sarebbe davvero simpatico se per protesta non si trovasse nemmeno una squadra iscritta a nessun campionato. Credo che anche le ragazze degli altri gironi e della serie A2 non siano messe diversamente! Ciao
Stefania

ARBITRAGGI ASSURDI (maggio 2003)

Vorrei rispondere a Simona Neotti raccontando una disavventura simile capitata alla nostra squadra, il Rovezzano di Firenze. Nel campionato regionale toscano di serie C, nell'incontro Fornaci-Rovezzano, dopo essere andati in vantaggio, l'arbitro decretava un calcio di rigore "assurdo" contro di noi e una ragazza diceva" ma che c... fischi" e veniva immediatamente espulsa. Le avversarie trasformarono il rigore e poco dopo segnarono pure il 2-1. A 20 minuti dalla fine, una nostra ragazza dopo avere superato il portiere avversario, veniva letteralmente falciata da dietro, in area, a pochi centrimetri dalla porta, ma...niente! Finita la partita una nostra ragazza è stata scalciata poco fuori gli spogliatoi, l'arbitro sollecitato di controllare si è rivolto in modo incivile contro i nostri dirigenti e poi... due ragazze che non erano nemmeno state ammonite sono state squalificate per due giornate! La FIGC colpisce ancora! saluti e coraggio
MC

LA PROVVIDENZA (maggio 2003)

Voglio rispondere alla calciatrice Simona Neotti del Como 2000.Quello che ti è successo è veramente scandaloso, però visto, giustizia è stata fatta! Nelle ultime 3 partite la tua squadra ha fatto il pieno mentre il Palermo non è riuscito più a vincere e andrà in A2! Certi atteggiamenti dei direttori di gara danno veramente fastidio (anche io ho giocato a calcio), però continua a giocare con il tuo impegno di sempre e vedrai che otterrai ottimi risultati nella tua carriera!. Tanti auguri sinceri per la prossima stagione! Un saluto a una forte numero 1!!!
Giovanni

I FAVORI ARBITRALI (maggio 2003)

Sono un tifoso del Venezia Jesolo e oggi 18 Maggio 2003 sono stato al campo comunale di Arino a vedere la partita della mia squadra. Partita molto accesa, falli da entrambe le parti, qualcuno più cattivo di altri, ma con l’ arbitraggio molto pendente prima da una parte quella veneziana e dal ventesimo del primo tempo in poi pendente solo ed esclusivamente dalla parte del Fiammamonza. Non dico che la mia squadra avesse meritato di vincere, però vedersi negare due rigori netti: il primo per un fallo di mani sulla linea di porta in cui il difensore brianzolo ha intercettato un tiro del nostro attaccante, il secondo addirittura il portiere ha steso l’attaccante lagunare lanciato a rete entrandogli a piedi uniti con il rischio di rompergli le gambe, all’interno del triangolo formato dai pali della porta interno del triangolo formato dai pali portiere era l’ultima calciatrice della difesa e l’attaccante era lanciato in chiara occasione da gol, poiché aveva sfondato la difesa centralmente, anzi quello che più ti fa arrabbiare è che il suddetto “arbitro” ha detto che l’attaccante si è pure buttato; e non mi metto poi ad elencare vari falli di mano, spinte etc. non puniti. Va bene che i giocatori dei vivai delle squadre di serie A vanno tutelati ma da qui a spingerli in finale mi pare un po’ eccessivo. Mi chiedo se sia giusto che arrivati ad una certa fase come le semi finali nazionali del campionato under venti una squadra debba perdere la possibilità di una finale solo perché l’arbitro deve favorire l’altra squadra. E mi domando inoltre: perché nelle semi finali non siano stati usati oltre ad arbitri competenti dei guardalinee federali? Se si voleva favorire fin dall’ inizio il Fiammamonza perché non lo si è mandato direttamente in finale senza che squadre come la Torres e lo stesso Venezia, dovessero sborsare i soldi della trasferta aerea vedendosi poi rubare scandalosamente la partita da un arbitro senza ombra di dubbio di parte? Io sinceramente credevo che il calcio femminile fosse esente dagli evidenti favoritismi purtroppo presenti nel calcio maschile, ma dopo quello che ho visto oggi e sentito di domenica scorsa sull’ altra  partita del Monza, mi sono dovuto ricredere.
Tony

CAMPO NEUTRO? (aprile 2003)

Buon giorno a tutta la redazione, mi presento sono il d.g. Vassallo del CFR Mantova. Domenica 13 aprile faremo la finale di Coppa Lombardia con le allieve regionali e indovinate dove ? a Monza e contro chi ? il Milan. Ma pensa, noi faremo 185 km e loro possono andare in bici, ma che campo neutro é ? chissa come mai tocca sempre a noi. Anche l'anno scorso con la prima squadra per i play-off contro il bergamo siamo dovuti andare a Monza. Ma incomincia a sorgermi qualche dubbio
Luigi Vassallo

E' UN INGIUSTIZIA, PERO'! (aprile 2003)

Mi chiamo Simona Neotti e sono il portiere del Como 2000, militante nel campionato di serie A femminile.
Il giorno 1 marzo 2003, la mia squadra ed io in particolare abbiamo subito delle ingiustizie, da parte della F.I.G.C. e dal direttore di gara.
La partita che si è disputata è stata Ludos Palermo - Como 2000, terminata  con la vittoria delle locali per 3 - 0, la 1ª ingiustizia subita è stata quella di sapere che l' incontro sarebbe stato arbitrato da un arbitro di Catania.
La 2ª ingiustizia è stata ai danni della sottoscritta, al 24° minuto di giuco del 1° tempo, la Sig.ra arbitro assegna un calcio di rigore.
Io, portiere protesto, dicendole:"Ma che......fischi!", poi ho gettato il pallone e mi sono diretta in porta, l'arbitro arriva da me e mi espelle, dicendomi che avevo intenzione di colpirla.
Delusa, abbandono il terreno di gioco, la partita prende una brutta piega, l'arbitro non contenta del risultato, continua ad esserci contro, fischiando fuori giochi inesistenti e altro...
La partita termina con la sconfitta del Como, una squadra che lotta insieme al Ludos Palermo per non retrocedere in A2.
Al termine della gara, mi reco dall'arbitro porgendo le mie scuse e dicendole che non ho mai avuto l'intenzione di colpirla e che poi la palla non l'ha nemmeno sfiorata.
Lei mi rispose:"Oramai!", anche i dirigenti andarono dall'arbitro per chiedere spiegazioni alla mia espulsione e indovinate cosa disse loro??. la palla che ha tirato mi ha colpito al volto, ma strano dissi io, la palla quando lei si stava dirigendo verso il dischetto era già a terra.
Il giovedì, esce il comunicato con la decisione del giudice sportivo....bella sorpresa...sul comunicato leggo: "Simona Neotti (Como 2000) squalifica fino al 04/06/2003, perchè alla concessione di un calcio di rigore contro  la propria squadra, tenendo un comportamento irriguardoso nei confronti dell' arbitro scagliava il pallone contro il medesimo colpendolo al petto". Appena ho letto, mi è caduto il mondo addosso, dopo tanti sacrifici che ogni ragazza fa per praticare lo sport che ama, non ritengo giusto che ci siano queste ingiustizie.
L' arbitro ha fornito diverse versioni sul fatto, ma quello che a mio avviso è più grave è che ha dichiarato il falso. Spero che la giustizia prevarrà sulla mia squadra e sul calcio femminile.
Grazie,
Simona Neotti

LA DIVISIONE LO SA? (febbraio 2003)

La quattordicesima gara (terza del girone di ritorno) del campionato di serie B girone C che l’ACF Firenze EsseTiErre avrebbe dovuto disputare a Porto D’Ascoli contro la locale squadra AutoLelli Picenum non si è potuta disputare per l’impraticabilità del campo. Molte perplessità sono state suscitate dalla decisione del direttore di gara, Sig. Angelini di Ascoli, che non è sceso per niente sul terreno di gioco, ha eseguito i rituali senza cambiarsi d’abito e ha salutato tutti ed è andato via quando ancora il secondo collaboratore non era arrivato (peraltro quest’ultimo era nettamente in ritardo rispetto all’orario previsto per l’inizio della gara): il tutto è apparso come un copione ampiamente previsto. La nostra memoria va comunque indietro nel tempo, al novembre scorso, quando si è disputata Levante – ACF Firenze in una situazione climatica veramente sfavorevole e con un terreno di gioco sicuramente in peggiori condizioni.
Ci chiediamo anche come si può disputare una gara di un campionato nazionale di serie B, seppur femminile, su un campo che assomiglia più ad un campicello appena zappato e dove si sarebbero rifiutati di giocare anche la più goliardica delle partite “scapoli – ammogliati”! Infatti il campo comunale Sabatino D’Angelo di Porto D’Ascoli non è nuovo a queste situazioni e già precedentemente in questo torneo era risultato impraticabile per le partita contro il Cervia ed anche contro il Cagliari la gara stava per saltare, ma fu disputata a seguito dell’insistenza delle sarde per le quali ripetere la trasferta sarebbe stato veramente troppo.
Ritornando alla gara di domenica scorsa certo è che la società di casa non ha fatto niente per far si che lo stato del terreno di gioco fosse più idoneo, infatti il fondo era nelle condizioni in cui era stato lasciato il giorno precedente dall’ultima gara disputata, con la consapevolezza che la gara del giorno successivo sarebbe poi stata rinviata anche se domenica 9 febbraio si è rivelata poi una giornata buona ed il pomeriggio della gara splendeva un bel sole.
Per concludere ci chiediamo come può l’intero movimento “calcio femminile” continuare a crescere se una gara  di serie B viene sfrattata del campo cui era destinata per far posto ad una gara maschile del  campionato dilettanti e soprattutto come può essere dirottata in un impianto come quello della Zona Agraria di Porto D’Ascoli? La DIVISIONE CALCIO FEMMINILE, che durante la settimana precedente il match ha spedito a Firenze il telegramma con cui avvertiva del cambio di campo, è a conoscenza dello stato dell’impianto stesso e della sua idoneità?
Quando vengono rinviate partite come quella di cui stiamo parlando, si rende conto la DIVISIONE di quanto costi una trasferta di 1000 Km tra andata e ritorno?Tutti i giornali stanno parlando delle manovre del governo per aiutare la crisi del calcio professionistico, dove peraltro scorrono fiumi di milioni di euro, ed il poverissimo calcio femminile chi lo aiuta?
Carlo

A PROPOSITO DEL PORTIERE DELLA BENVENUTA (gennaio 2003)

Caro Sig.Bruno, prima di affrontare certi argomenti s'informi meglio: "il portiere della Benvenuta" è venuta da noi libera e priva  di ogni vincolo, infatti era a scadenza di cartellino rosa. Pertanto non abbiamo fatto nessuna alchimia per tesserarla a vostra insaputa e la sua è stata una libera scelta. Prima di incolpare di comportamenti scorretti  ed parlare a vanvera chieda le notizie  a persone più informate e non spari sentenze a caso. ("Balzaretti" si chiama in realtà Balzarini)
Raoul

FUORI CLASSIFICA (gennaio 2003)

Vorrei dire a tutti che le squadre che sono fuori classifica perchè hanno già un'altra squadra, sono come tutte. Non è giusto che non vengano considerate all'altezza e a volte nemmeno considerate.... Pagano l'iscrizione come tutte le squadre, le ragazze si allenano, faticano e corrono come tutte le altre. Dunque perchè non considerare queste squadre "normali"? Forse perchè sono a volte più forti di altre e quest'ultime trovano questa scusa?
Stefania

NON E' COLPA DEL VINCOLO (dicembre 2002)

Leggo sul Comunicato Ufficiale del CRLombardia che una Società Calcio Femminile sta perdendo tutte le ragazze dopo ricorso per inattività. Non so se te fai parte di quella Società ma se potrai leggere quei comunicati potrai rallegrarti per qualcuno/a che è riuscito a liberarsi dal vincolo con un cavillo legislativo, che francamente non pensavo.
Il VINCOLO, questo benedetto/maledetto legame. Cara Elena, la colpa non è del vincolo ma di tutte quelle persone che affollano il mondo del calcio sensa un minimo di sensibilità verso il prossimo. Ho fatto esperienze a tutti i livelli e ruoli (genitore, allenatore, dirigente, direttore) e non esiste sfaccettatura che non ti lasci pensare. Una Società fa sacrifici per allestire una squadra, poi le cose non vanno bene e cosa fanno i genitori?......se ne vanno.  Una ragazza dopo sacrifici societari (luci, doccie, iscrizioni) viene vista da una categoria superiore e dopo una soffiata nelle orecchie cosa fa?.....firma per l'altra società.   Cara Elena, siamo tutti vittime dell'ipocrisia che gira nel mondo, dove tutti sono buoni e bravi a giugno per poi diventare cattivi o scasafatiche a ottobre. C'è molto da meditare.... Vuoi un esempio?.....Il portiere della Benvenuta serie "C" Lombarda. Prova a chiedere al Mister della squadra...certo Balzaretti (se non sbaglio)  come è approdata la ragazza nella sua società. Ecco i personaggi che poi fanno in modo che ragazze/i semplici con il solo peccato di amare il calcio si trovino "incastrati".
Un abbraccio.....Bruno

COLPI DI CODA DEL VINCOLO A VITA (dicembre 2002)

Cara Redazione di Calcio Donne, sono Elena, una calciatrice di 16 anni, costretta ad abbandonare il proprio sport prediletto a tempo indeterminato per la barbarie del vincolo a vita. La squadra di cui facevo parte (e di cui purtroppo faccio formalmente parte anche ora), che milita nella serie D lombarda, dopo un anno e mezzo e l'uscita dalla squadra di piu' di meta' delle componenti, ha superato i livelli minimi di decoro, sotto i quali non mi sento piu' di parlare di gioco del calcio e di spirito sportivo. Per la condizione a dir poco penosa della mia ex-squadra ho deciso come capitano di lasciare il gruppo, oltre che per salvaguardare la mia dignita', anche per mostrare il mio dissenso verso il Presidente e il suo operato vergognoso. Purtroppo pero' due anni fa avevo incautamente firmato (e con me anche i miei genitori, essendo minorenne) il "famoso" foglio giallo: un tesseramento a vita che io, inesperta e vogliosa solo di entrare in squadra, non ho considerato realmente nella sua pericolosita'. Oltretutto, come credo capiti spesso piu' o meno dichiaratamente, il Presidente della societa' ha disonestamente tralasciato di far presente a me e ai miei genitori l'esistenza della possibilita' di firmare il cartellino rosa, con validita' solo annuale o biennale, e costringendo di fatto a sottoscrivere un contratto pluriennale. Alla mia attuale richiesta di poter avere lo svincolo di meta' campionato, il Presidente ha perentoriamente negato lo scioglimento del vincolo a vita. Mi ritrovo ora nella completa impossibilita' di giocare o di fare allenamenti in un'altra squadra (per di piu' di serie superiore), sicuramente sino alla fine di quest'anno, ma probabilmente anche per l'anno prossimo. Preoccupata per il mio futuro calcistico, ho quindi interpellato la F.I.G.C. di Milano per capire se ci potesse essere una qualche via di uscita, ma la risposta e' stata: "la F.I.G.C. tutela le societa', non i giocatori".
A questo punto mi sorgono diversi interrogativi:
- Che significato ha il cartellino rosa per le giovani calciatrici, che al momento del primo tesseramento non abbiano ancora compiuto i 16 anni, se non e' reso obbligatorio dalla Federazione? La societa' puo' naturalmente fingere di dimenticarsi della sua esistenza e non far presente tutto cio' alla calciatrice. E' certo vero che ognuno deve informarsi su cio' che firma, ma una giovane calciatrice non immagina questo mare di vincoli e condizioni, dato che non percepisce ne' alcun rimborso spese ne' alcuno stipendio.
- Ho letto nella vostra rubrica dedicata ai servizi che il vincolo a vita finalmente non esiste piu', ma a cosa serve toglierlo gradualmente, abbassando di anno in anno l'eta' delle giocatrici svincolabili, quando ci si e' ormai resi conto della barbarie del tesseramento a vita? Forse non si vuole privare le giocatrici di un cosi' grande "privilegio" tutto d'un tratto?
- A quale titolo la F.I.G.C. concede alle societa' questa parvenza di onnipotenza di poter disporre a piacimento delle giocatrici e di avere la possibilita' di far stare inattive ragazze giovanissime, con prospettive di importante crescita, a tempo indeterminato? (perche' non sono solo io in questa situazione, ma altre 5 ragazze della mia eta')
- Come si puo' parlare di miglioramento e di sviluppo del calcio femminile, quando proprio le sue fondamenta e le sue spinte verso il futuro, rappresentate dalle giovani calciatrici, sono costrette ad abbandonare lo sport o a starne lontane per almeno un anno?
- E soprattutto che cosa posso fare ora per cercare di ottenere lo svincolo, anche se non nell'attuale periodo dal 2 al 18 dicembre, ma almeno per la fine di quest'anno? Ho sentito parlare del ricorso alla C.A.F. tramite l'Ufficio Tesseramenti della F.I.G.C., ma, oltre a non conoscere le procedure di ricorso,davanti alla chiara affermazione che la F.I.G.C. tutela le societa' e non i giocatori non so proprio a chi rivolgermi.
Spero di aver trovato in voi le persone adatte.Grazie per la risposta.
Elena
Nota della Redazione: alle domande non retoriche abbiamo risposto privatamente. Consultate la sezione dei servizi sulle normative!

PALLONE E GHIAIA (novembre 2002)

Innanzi tutto porgo i piu sentiti saluti a chi dirige il sito di Calcio Donne Net e a quanti collaborano attivamente.
Mi presento, sono Antonio De Giovanni, l’addetto stampa del Cervia 1920, una squadra che milita nella serie B, Girone C. Dopo aver letto la risposta del sig. Marchetti a quanto da me scritto a commento della partita S. Gregorio – Cervia terminata 1 a 1 mi trovo a rispondere con le sue medesime parole, convinto che l’analisi tecnico – tattica della suddetta partita sia esatta, una partita di poche emozioni ed equilibrata, ma il sig. Marchetti può essere convinto del contrario, si sa quando si è tifosi è facile propendere verso l’una o l’altra squadra, non ci vedo assolutamente nulla di male. Lei sig. Marchetti indica le occasioni avute dalle giocatrici del S. Gregorio, ma di quelle della nostra squadra, di cui una limpida proprio nel finale che se dovesse ripetersi 20 volte sarebbe gol tutte le volte, pare scordarsi. Noi non siamo giornalisti, non veniamo pagati per fare questo lavoro, siamo solo appassionati di quello sport che tanto vorrebbe che fossimo noi a rovinare.
Quando il sig. Marchetti, assolutamente a sproposito, paragona una squadra dilettantistica, che riesce ad affrontare un campionato di serie B con i medesimi sacrifici della squadra della sua città, con una nazionale di calcio formata da signori miliardari, posso capire che non avesse le idee molto chiare.
Quando il sig. Marchetti, assolutamente a sproposito, parla di mancanza di rispetto verso il lavoro altrui da parte del sottoscritto, nonostante nell’articolo da me scritto, in più di un’occasione, il pensiero andasse proprio alle giocatrici del S. Gregorio che su quel campo, anche se più abituate a giocare, rischiano di continuo e alla dirigenza elogiandone gli sforzi, allora mi chiedo che articolo abbia letto.
Se non ci rimane il piacere di giocare a calcio, e ripeto a calcio, a questi livelli, cosa ci resta? Un incontro dove non è possibile effettuare una scivolata, un contrasto o un intervento deciso, può definirsi gioco del calcio? La risposta la lascerei alla nostra giocatrice che per intervenire su un’avversaria si è gravemente danneggiato il ginocchio, (se lei questo lo chiama piagnucolare!!!) cosa che altre giocatrici non hanno fatto solo perchè non sono intervenute per timore di ferirsi. Se i progetti genuini in cui lei crede sono questi, mi perdoni ma sono contento di non pensarla come lei.
Se questo sig. Marchetti lei lo definisce essere arroganti, e mancare di rispetto, allora le dico per primo che può continuare a pensare così perchè è vero. La esorto, invece, ad interpretare le mie parole come un gesto per far si che non capitino più incidenti del genere, che ogni squadra deve avere il diritto di mandare in campo le proprie ragazze nelle condizioni migliori, che non devono mai temere il campo sul quale corrono, ma che si devono innanzitutto divertire e rispettare le proprie avversarie. E tutto questo, mi sembra, si possa facilmente comprendere dalla lettura dell’articolo da lei incriminato.
Se invece anche lei come un famoso presidente si serie B maschile, dopo che un individuo è entrato in campo e ha colpito il portiere della squadra avversaria, mandandolo all’ospedale, ha trovato come scusante del fatto che lo stadio presenta difetti logistici, ma ugualmente fa giocare lì la propria squadra, mi chiedo se è meglio giocare o pensare all’incolumità della gente? Qui nessuno percepisce stipendi, nessuno è miliardario, il lunedì, sig. Marchetti, che lei ci creda o meno, andiamo tutti a lavorare o a studiare,  o perlomeno vorremmo andarci, senza lasciare le nostre gambe su terreni pericolosi.
Più che altro, sig. Marchetti, è sulla civiltà di quanti erano presenti alla partita che avrei qualcosa da ribattere, delle trasferte finora effettuate, solo sul campo dove anche lei era presente, ho sentito tanti insulti e invettive. Persino i carabinieri sono intervenuti a calmare un signore (mi passi l’espressione forbita) che si era lasciato un pochino andare...
Un altro punto, sig. Marchetti, la mancanza di esperienza che imputa a ragazze di età compresa tra i 18 e 20 anni mi trova pienamente concorde, ma pensi che l’età media della nostra squadra si aggira intorno ai 21 anni, quindi la sua disamina tecnica non trova nessun fondamento. Basti pensare al Firenze, primo in classifica, che proprio in giovani di 17-18 anni trova le armi più forti.
Se lei sig. Marchetti, in qualsiasi momento, avesse voglia di parlare di calcio, mi troverà pronto ad ascoltarla. In una conversazione civile può capitare di non essere d’accordo, e questo è umano, ci si potrà non trovare d’accordo sulle analisi delle partite, basta leggere i maggiori quotidiani sportivi nazionali per avere impressioni a volte anche opposte (pagelle in primis), ma mi chiedo se quell’umiltà da lei tanto sbandierata, in alcuni passaggi della sua lettera fosse ancora presente. Le porgo i miei più cordiali saluti sig. Marchetti ribadendo il fatto che potrà sempre trovare in me una persona aperta al massimo dialogo e le assicuro che capiamo benissimo gli sforzi che occorrono per portare in campo, domenica dopo domenica, quelle ragazze che ci danno in cambio emozioni e voglia di fare quanto stiamo facendo.
Porgo ancora i migliori saluti allo staff di calciodonne.
Antonio De Giovanni 

RAGAZZINE TERRIBILI (novembre 2002)

Volevo rispondere al commento fatto sulla partita Rema Pianura-Venus del 17/11/02. Mi sembra che chi l'ha scritto non sia stato molto oggettivo nel farlo. La partita l'ha vinta la Venus non perchè l'arbitro ha avuto paura dell'ambiente o ha negato al Pianura 2 rigori (del tutto inesistenti), ma semplicemente perchè quelle "ragazzine di 14 anni che bestemmiavano e mandavano a quel paese l'arbitro" giocano al calcio come non ho visto fare nemmeno a gente di 30 anni che ha militato in categorie superiori, e sono dotate di un ottima tecnica e visione di gioco. Il tutto nonostante abbiano 14 anni.E se qualche volta qualcuna di loro (la maggior parte della Venus è formata da persone rispettose ed educate, ma come al solito si parla solo del male e mai del bene)usa espressioni o atteggiamenti poco corretti è solo perchè ha alle spalle situazioni poco felici, ma con questo non è detto che non possa e non voglia giocare a calcio con lo stesso amore che spinge le ragazze del Pianura.
Paola

BASTA MILENE, NON SE NE PUO' PIU'! (novembre 2002)

Basta con questa publicità verso Milene: che sia forte è ancora tutto da dimostrare e riguardo il rigore di domenica bisognerebbe capire perchè è stato fischiato. Poi di ragazze forti come lei ce ne sono molte, forse anche migliori, ma non avendo un nome non vegono mai citate e addirittura lasciate in panchina senza veri motivi. Visto che ci  giocatrici sono giovani e valide forse bisognerebbe cominciare a capire che gli scudetti non si vincono solo con giocatrici che fanno parte della nazionale o addirittura che ne facevano parte una volta (e che non ci vanno più per l'età). Lanciamo queste giovani: costano di meno e forse valgono di più .....
Roberto

PAROLE PESANTI COME MACIGNI, ANZI COME GHIAIA.... (ottobre 2002)

Salve,

ho appena letto il commento di Antonio De Giovanni alla partita S. Gregorio - Cervia 1920 (Serie B, Girone C) sul vostro sito.
Gradirei rispondere alle considerazioni del sig. De Giovanni che ben poco trovano attinenza - consentitemelo - con l'analisi tecnico - tattica di una partita di calcio.
Anzitutto, le presentazioni: mi chiamo Christian Marchetti e scrivo per la rubrica sportiva di un settimanale della città dell'Aquila. Domenica scorsa ero presente anch'io al campo di S. Gregorio; o meglio, a quella che De Giovanni chiama "cava di ghiaia" di S. Gregorio.
A distanza di una settimana, le critiche di De Giovanni suonano in maniera preoccupante come quelle seguite al celeberrimo Corea - Italia dell'ultimo mondiale.
Ricorderete di certo, chi può dimenticarlo? Un gruppo di ragazzotti viziati, con tasche piene e umiltà sotto le scarpe, dopo aver subìto un golden gol da un pigmeo con gli occhi a mandorla e aver annoiato il mondo con il suo calcio soporifero, sentenziava: "Tutta colpa di quel nanerottolo di arbitro Moreno!"
Il tappeto rosso, dalle parti di S. Gregorio, evidentemente era terminato. Cosa volete: gli onori di casa noi aquilani sappiamo farli con i pochi dindi di cui possiamo disporre! Siamo gente di montagna, ma soprattutto gente che conosce ancora il significato della parola "sacrificio" e che trova il tempo di assistere ad una partita di calcio, anche se il lunedì successivo si trova a fronteggiare una crisi occupazionale senza precedenti. Sì, De Giovanni, sappiamo ancora cosa vuol dire passare del tempo a vedere una partita di calcio la domenica, felici di aver permesso a 11 ragazze di poter giocare a pallone.
Ma veniamo all'incontro di domenica scorsa. Checché ne dica la sua indignazione, chi ha fatto vedere calcio, grazie alla fantasia e alla concretezza soprattutto in fase di impostazione, non aveva la maglia del suo Cervia né la puzza sotto il naso della sua persona. A penalizzare le aquilane è stata la mancanza di esperienza che a ragazze di 18, 19, 20 anni si può anche concedere.
Se il S. Gregorio avesse concretizzato altre tre azioni sotto porta, credo che nessuno avrebbe incolpato il campo - su cui, è bene ricordarlo, giocavano anche le ragazze di casa - ma, forse, ad un bagaglio tecnico da potenziare.
Vede, De Giovanni, dalle nostre parti, prima di portare qualcuno su un campo come si deve, lo si allena come si deve. E con questo non critico le pur brave ragazze del Cervia né il loro mister. Critico solo e soltanto lei.
Prima di piagnucolare e di scrivere fandonie su internet (perché da quel che si evince, lei ha visto un'altra partita) dovrebbe imparare il rispetto per il lavoro del suo avversario.
Se poi ciò che interessa a lei e a gente come lei è sputare sopra al mazzo - mi passi l'espressione forbita - di chi ancora crede ai progetti genuini, pazienza. Vorrà dire che il calcio continuerà ad essere quello sport di gente arrogante che si diverte a collezionare figuracce in giro per il mondo. E se invece vuole venire da noi per parlare di calcio e cogliere tutti gli aspetti positivi che questo sport sa ancora offrire, venga pure: sarà il benvenuto.
Ringraziando lo staff di www.calciodonne.net per l'attenzione concessami, saluto tutti augurandomi che il movimento del calcio femminile cresca sempre di più, lottando umilmente per arrivare ai livelli di popolarità che merita.
 Saluti

Christian Marchetti

SICCOME NON AVEVAMO ABBASTANZA NEMICI..... (settembre 2002)

Ciao vorrei fare i complimenti...... alla GAZZETTA DELLO SPORT che ancora una volta a dimostrato che in Italia conta di più il nome che porti di tutto il resto.Chi a avuto la sfortuna di comprare la Gazzetta domenica 08/09/02 per leggere almeno un piccolo e decente articolo sulla SUPERCOPPA di calcio femminile si è dovuto prima vedere un terzo di pagina dedicato alla signora Domingues (moglie di Ronaldo cosi magari si capisce) che effettivamente a me è sempre sembrata solo pubblicità per qualcuno visto che ci si ricorda di più la squadra dove a militato lei che chi a vinto scudetto o coppa italia, poi un altro terzo di pagina dedicato alla Lattanzi (per carità non voglio togliere niente a lei però si poteva inserirlo un altro giorno) e la Supercoppa? ecco il pezzo...... cinque parole che dicono il risultato forse era troppo chiedere formazioni autore dei gol e un piccolo commento, resto sempre dell'idea che bisogna parlare del CALCIO giocato non di quello da copertina.
ROBERTO

CONTRO-EDITORIALE DEL GORDIGE CR

Riflessioni sul calcio femminile che si avvia ad iniziare la stagione 2002-2003
 La stagione 2002-3 si caratterizza per i grandi propositi:
-         pubblicizzazione  sempre più spinta della disciplina
-         introduzione dello svincolo
-         attività nazionale ampliata alla serie A2 e U20
-         professionalizzazione del mondo femminile
e così via.
Quando il modello dei professionisti si incrina, noi proclamiamo la necessità di avvicinarci allo stesso, ma con quali conseguenze?
Di sicuro la pubblicizzazione, almeno quella ufficiale, è del tutto marginale, e si concretizza nelle trasmissioni su RAI  SAT, che è come dire” ci siamo, ma ben nascosti nelle “nicchie” dei programmi che nessuno vede”.
Lo svincolo ha determinato solo una fuga a parametro zero sfruttata dalle società che vivono come avvoltoie sui resti delle altre e che si fanno il vuoto attorno sul piano dei rapporti.
Sarà un bene per le ragazze poter sfruttare questa libertà di vendersi al miglior offerente? Lo sarà economicamente nel breve periodo e probabilmente spetterà solo alle prime fuoriuscite trarre questo vantaggio ma, alla lunga, chi investirà su ragazze che sicuramente saranno un tampone per un anno per svincolarsi l’anno dopo?
E chissà quanti accordi sotto banco disattesi dalle parti, mentre i contratti depositati saranno solo pro forma!
Intanto per qualcuna c’è l’illusione di essere un po’ professionista e si vedono i primi soldi dopo anni di onorata carriera in squadre che facevano del loro meglio per affrontare dignitosamente i campionati, sempre più gravosi,  messi in piedi in questi ultimi anni.
Non si capisce il senso di questi contratti economici, anche se di soli rimborsi si tratta.
Come si configurano i molti casi di minorenni che bisogna andare a prendere e portare a casa perché i genitori non possono accompagnare agli allenamenti? Come si configura il ruolo di una società di calcio femminile che consente alle ragazze di fare lo sport che amano, mentre le loro coetanee che frequentano piscine o corsi di aerobica pagano profumatamente le loro passioni? E' il caso di far firmare il contratto alle ragazze o andrebbe fatto il contratto ai dirigenti della società?
La serie A2, che bella idea, ma anche che bell’onere per i fortunati possessori del biglietto vincente!
Un’Italia finalmente unita che va da Palermo a Como, ed anche qui l’inno al professionismo: trasferte di più giorni per affrontare le gare al meglio, pacchetti di biglietti aerei, personale di segreteria per gestire il campionato ed i suoi impegni.
C’è chi si rovina la vita ai videogiochi, e c’è chi investe i propri guadagni nel calcio femminile, più nobile il secondo caso, ma vi sono dei preoccupanti punti di contatto.
Come si spiega sennò la moria di squadre, l’abbandono di personaggi rampanti che resistono due anni e poi si eclissano col sangue avvelenato?
C’è bisogno di pratica giovanile del calcio femminile, non c’è bisogno di una forzata U20 che è un doppione della prima squadra.
Se bisogna lavorare sul settore giovanile questo va fatto nel senso della vera creazione di squadre di pulcini ed esordienti, non nell’accaparramento di ragazze bravine che potrebbero giocare in altre squadre di serie B o C.
Se consideriamo che lo svincolo andrà a investire le venticinquenni nei prossimi anni, è chiaro che le squadre meno ricche per assoldare le calciatrici, avranno domani tutte le caratteristiche di una U20 e così sarà obbligatorio avere una prima squadra doppia!
Ce ne siamo resi conto, o facciamo finta di niente?
Non c’è sereno progresso nel calcio femminile ma sviluppo contraddittorio, forzato da passi superiori alle reali possibilità, disuguaglianze che si scontano nelle stesse categorie, volontà che si scontrano contro la realtà sociale ed economica oltre che con la cultura, ancora maschilista, del calcio italiano.
E tutto questo ormai non provoca nemmeno più la rabbia dei primi tempi ma solo una grande stanchezza!!
E quello che preoccupa è che non siamo a giugno, non stiamo gestendo gli ultimi tornei…stiamo iniziando la nuova stagione!
Scusate lo sfogo, auguri a tutti amici e buona stagione 2002-2003!
Il Gordige Calcio Ragazze

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