LAZIO: ALTRE DIMISSIONI (luglio 2004)

Io sottoscritto Maurizio Cardella, a seguito dell’incarico affidatomi dall’attuale Dirigenza della Lazio Calcio Femminile come Direttore Tecnico per la stagione 2004/2005, dichiaro di non accettare tale ruolo per la  poca chiarezza nei programmi futuri prospettati dalla Lazio Calcio Femminile.
Ringrazio con affetto tutte le calciatrici e l’intero Staff per la collaborazione concessami nella trascorsa stagione sportiva.
Un grazie a tutti.
Maurizio Cardella
Io sottoscritto Edoardo Artistico , visto la lunga assenza di comunicazione con la Dirigenza della Lazio Calcio Femminile, dichiaro di non accettare la proposta fattami nel maggio scorso come allenatore della squadra Primavera ­ Under 20 e tantomeno nessun altro incarico. Con l’occasione ringrazio le calciatrici, lo staff tecnico/sanitario e tutti i dirigenti che mi hanno accompagnato in questi due magnifici anni. Un cordiale saluto e un in bocca al lupo alla nuova Società.
Edoardo Artistico

LAZIO: LE DIMISSIONI DEL DS SERAFINI (luglio 2004)

Faccio presente che in data 30 giugno 2004 è scaduto il mio accordo di Direttore Sportivo con la LAZIO CALCIO FEMMINILE relativo alla stagione sportiva 2003/2004. In relazione a quanto di cui sopra, per problemi personali emersi negli ultimi mesi, comunico  con enorme dispiacere che non intendo continuare il rapporto calcistico con la LAZIO CALCIO FEMMINILE, non potendo svolgere appieno e nel migliore dei modi le mansioni all’interno della Società.
Sottolineo che ho trascorso tre indimenticabili stagioni calcistiche, ho ricevuto tanto ma allo stesso tempo ho dato tanto.  In questa Società ho coronato il mio sogno, quello di diventare campione d’Italia con i colori della squadra del mio cuore, un’ emozione indescrivibile ed irripetibile che non mi abbandonerà mai. Lascio questa Società con enorme dispiacere essendo io un LAZIALE VERO, soprattutto con la consapevolezza di essere con la coscienza a posto e di aver messo il mio piccolo contributo nelle ultime vittorie calcistiche.
Concludo questa mia lettera, ringraziando la Società Lazio Calcio Femminile per l’opportunità concessami, e soprattutto Elisabetta Cortani, Renato Vettoretto,  Luigi Lomonaco, Maurizio Cortani, Maurizio Cardella, Felice Lo Re, Giangiuliani Marco, Dino Artistico, Stefano Cerbella, Daniele Carrus, Marco Pescosolido, Fausto Manganelli, Claudia Furlani, Rita Conti, Bruno Breccioni, Franco Bottinelli, Donatella Coletti, Gionni Rondinelli, Lilia Peruzzi, Arnaldo Perulli, gli istruttori della Scuola Calcio, tutte le piccole calciatrici e per ultimo volevo ringraziare  con tutto il cuore le calciatrici della Prima squadra e della Primavera, che nonostante la loro giovane età nei momenti più difficili di questa avventura hanno dimostrato di essere delle DONNE mature. Forse alcune volte con loro sono stato scontroso e severo, ma l’ho fatto sempre a fin di bene e chiudo, forse anche un po’ retorica, dicendo GRAZIE alle “MIE INSOPPORTABILI MA STRAORDINARIE RAGAZZE”.
Nella speranza che un giorno io possa nuovamente dare il mio contributo a questi meravigliosi colori, auguro alla Società le migliori fortune e tantissime gioie come quella dell’11 maggio 2002.
Un grosso “IN BOCCA AL LUPO”
Giampiero Serafini

LAZIO: LA SOCIETA' RISPONDE (luglio 2004)

Ci risponde con un fax che noi riportiamo in formato immagine così come ci è arrivato
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LETTERA APERTA DELLE GIOCATRICI DELLA LAZIO (luglio 2004)

ROMA 06-07-04
..se siamo giunte a scrivere una lettera per cercare un sostegno, un aiuto, uno sfogo, è perché la situazione “LAZIO FEMMINILE” è diventata veramente insostenibile.
Ci sentiamo USATE, ILLUSE e DELUSE.
Già all’inizio di questa stagione calcistica la nostra squadra ha attraversato una serie di problemi economici, che hanno costretto la vecchia dirigenza (Fiormonte-Insegno) a svincolare e cedere 9 giocatrici e a passare il “testimone Lazio” nelle mani di nuove persone.
Un’appariscente presentazione della nuova società (con tanto di pullman privato, tailleur nuovi per quasi 50 ragazze, cena e buffet pagati per più di cento persone!), una cordata di imprenditori davanti i nostri occhi, le loro parole e la loro garanzia di un promettente futuro societario sono stati sufficienti a farci illudere che le cose si fossero realmente sistemate.
Dalle dichiarazioni di quella sera era emerso inoltre il fatto che la situazione economica della squadra non fosse poi così drammatica come lo si era descritta, anzi.
Strano, molto, dato che a fine mese i rimborsi spese che spettavano a noi ragazze ed altri componenti dello staff continuavano a non esserci.
Un giorno un imprevisto, uno una dimenticanza, un altro un’emergenza..siamo arrivate a fine giugno ed i compensi per noi ragazze continuano a non esserci!
Precisiamo che nel frattempo i tanti volti interessati alla squadra visti la sera della presentazione pian piano scomparivano, tanto che ora, l’unica e attuale responsabile rimasta della società è Elisabetta Cortani.
A lei dobbiamo rivolgerci per parlare, lei decide le modalità per le trasferte, lei chiama o manda via le persone, lei la figura che ci ha riempito di false promesse e scadenze mai mantenute da quando ha preso in mano questa società..lei che forse riuscirà a rovinarla.
Per noi, ragazze ventenni o poco più, non è facile scrivere queste parole, e ancora più difficile è rendersi conto che qualcuno sta usufruendo della nostra passione per togliersi uno sfizio..

Non è giusto.
Non è giusto usare un’ intera squadra come una sorta di giocattolo, non è giusto promettere di dare, a persone, ragazze, professionisti appassionati, ciò che non si è certi di avere…
NON è GIUSTO DISTRUGGERE COSì QUELLO CHE SI E’ COSTRUITO CON SACRIFICIO, SUDORE, AMORE.
Molte di noi hanno rinunciato al lavoro per poter coltivare ancora qualche anno questa grande passione, altre hanno lasciato la loro famiglia, la loro città per rincorrere il sogno di un calcio capace di premiare la tenacia, l’impegno e la professionalità delle sue giocatrici…. E invece eccoci tornate alla realtà: presidenti e dirigenti capaci solo di parlare, di farsi grandi sul nostro sudore, incapaci di gestire una società e soprattutto ciechi di fronte alle nostre esigenze.
La Lazio Calcio Femminile da più di 20anni è patrimonio di Roma e della Polisportiva Lazio, prima di noi, ragazze hanno lottato duramente per non retrocedere in serie B, appena tre anni fa le stesse, orgogliose, sventolavano il tricolore.
Oggi invece.. tutti i sacrifici fatti per crescere sembrano essere cancellati, tutto sta per essere gettato all’aria a causa di una persona incompetente in materia, che per una semplice questione di principio non ammette di aver sbagliato, di essersi avventurata in qualcosa più grande di lei, una persona che si ostina a rimanere a capo di un’intera squadra in difficoltà.. una squadra che ha portato avanti un intero campionato lottando e continuandosi ad allenare e giocare anche senza un’ adeguata assistenza medica, una squadra che non fa di questa diringenza solo un problema economico: ANCHE TUTTI I SOLDI DEL MONDO NON SARANNO SUFFICIENTI A COLMARE L’IGNORANZA(calcistica) E LA MANCANZA DI RISPETTO NEI NOSTRI CONFRONTI!
La Lazio femminile è andata avanti con tanti sacrifici, ora NON SI ARRENDE e non accetta di TORNARE INDIETRO.
Riteniamo che la Divisione, la Polisportiva e la Lega Nazionale Dilettanti quanto e più di noi debbano essere interessati alla crescita del calcio femminile e alla tutela delle sue ragazze, per questo chiediamo di essere ascoltate e prese in considerazione, ci sembra assurdo che proprio noi, le “protagoniste” di questo sport, siamo le ultime a contare qualcosa.
Ribadiamo che i problemi non sono solo di carattere finanziario, è di fronte alle ingiustizie morali che siamo costrette a subire che non ci sentiamo affatto tutelate.
Il nostro è un invito a collaborare nel tentativo di rendere forte e invulnerabile il progresso compiuto dal calcio femminile in Italia, e per farlo è necessario educare o evitare persone che, per negligenza o poco amore, si permettono indisturbate di prendersi gioco di noi ragazze e di tutti coloro che svolgono il loro lavoro, nell’ambito del femminile, con dedizione passione e professionalità.

LE CALCIATRICI
Maria Jole Volpi
Chiara Marchitelli
Maria Sorvillo
Valentina Boni
Valentina Lanzieri
Julia Olmos
Karin Pelloso

SOSTENUTE ED APPROVATE DALLE RAGAZZE LAZIALI SVINCOLATE:
Patrizia Panico
Monica Caprini
Ilaria Pasqui
Lina Marsico
Tatiana Zorri
Selena Mazzantini
Piera Maglio
Gioia Masia

E DA ALCUNI COMPONENTI DELLO STAFF  ALLONTANATI:
Dott.ssa Cristiana Gazzellone (FISIOTERAPISTA)
Dott.ssa Carola Rossi (FISIOTERAPISTA)


DOTTORI Vs. LAZIO (giugno 2004)

Gentile redazione,
vi scriviamo perchè sappiamo quanto abbiate a cuore l'intero movimento del Calcio Femminile.
In qualità di operatori interni al settore, vogliamo, con questa esternazione, fare presente a voi e, tramite voi, a tutti coloro che sono affezionati al calcio femminile ed ad una delle sue più gloriose Società, la Lazio, il malcontento che si è generato all'interno dell’ambiente della Lazio Femminile, da quando è subentrata la nuova classe dirigenziale, di cui è attualmente referente la Sig.ra Elisabetta Cortani.
Siamo giunti a questo epilogo, che comunque avremmo volentieri evitato, perchè esasperati dall'atteggiamento arrogante, nonchè evasivo da parte della persona sopracitata; la quale in più occasioni e avvenimenti ha dimostrato poco rispetto per chi, veramente, ha lavorato alacremente e con passione per mesi o anni intorno al campo di gioco contribuendo alla crescita della società ed ai suoi risultati.
Teniamo a precisare che, a causa dell'ostracismo perpetrato dall'attuale dirigenza nei nostri confronti, lesivo della nostra professionalità, siamo stati costretti ad abbandonare le nostre funzioni operative o messi alla porta senza alcuna riconoscenza per il lavoro svolto e, cosa ancor più grave, senza percepire i pattuiti riconoscimenti economici a cui tutti hanno sacrosanto diritto.
Il risultato raggiunto dalla nuova gestione è stato la decimazione dell’originario staff tecnico e medico e la totale impossibilità a lavorare serenamente per coloro che sono rimasti.
Alla luce di tutto ciò, vi chiediamo che la presente possa essere pubblicata perché i diritti e la dignità di chi lavora nel settore femminile, spesso trascurato dai media, e di chi non si è mai tirato indietro nonostante le difficoltà, vengano riconosciuti per la loro interezza.
Cogliamo l'occasione per porgere a tutta la redazione, i migliori auguri per il prosieguo dello splendido lavoro che già state facendo.

Distinti saluti.

Dr.ssa CRISTIANA GAZZELLONE ( fisioterapista )
Dr.ssa CAROLA ROSSI ( fisioterapista )
Dr.ssa BARBARA ROSSI ( psicologa dello sport)
Dr. MASSIMO COMASTRI ( medico sportivo )

OK, PARLIAMONE... (maggio 2004)

Basta, sono stufa di sentirmi dire sempre che sono dell'altra sponda poichè gioco a pallone! c'e un'ignoranza collettiva che sta mettendo in crisi molte ragazze che giocano a calcio... compresa me: io gioco perchè mi piace e non per altri motivi!
L To

LA NAVE STA AFFONDANDO (aprile 2004)

Questo è uno sfogo e va preso come tale...
Il Foroni è una nave che sta affondando, che sta trascinando sul fondo l'orgoglio e la vita delle giocatrici che fino all'ultimo hanno lottato a denti stretti per uno scudetto festeggiato poi col sorriso sulle labbra.
E quel presidente che abbraccia le ragazze.. L'ipocrisia non ha mai fine è proprio vero.
Onorare l'impegno preso, arrivare a fine campionato con lo scudetto in tasca, questo premeva alle ragazze, non sono state certo le lusinghe e le promesse a tenerle lì..
Tutto quello che veniva chiesto alla società era sincerità e rispetto, tutte cose che persino ora vengono meno.
Questi cari signori, devono ringraziare il cielo se, al contrario di loro, le ragazze sanno fare bene il loro gioco....
Lo scudetto è delle ragazze, di chi ha sudato, di chi ha creduto,  di chi si è allenato, di chi ha dato fiducia.. a cosa poi? A un mucchio di frasi vuote ben confezionate, a promesse mai mantenute. A rimborsi spese mai visti..
Mancano soldi per divertirsi, mancano soldi per fare regali, mancano i soldi per essere ragazze, mancano i soldi per mangiare...
E poi qualcuno ha il coraggio di lamentare il calo fisico!
Il campionato è finito, la Coppa Italia quasi...non so che spirito accompagnerà le partite. Non facciamo piu programmi per il futuro.
L'unica cosa che conta è il benessere fisico e mentale.
Chi ha la fortuna di contare sui genitori, chi dopo lunghe ricerche ha trovato un lavoro, tutte accomunate dall'amore per il calcio che pero' in questo caso, non permette di vivere!
Dovrebbe vergognarsi chi chiama mercenaria quella ragazza che per pochi spiccioli cambia maglia, solo per alimentare la sua grande passione!
Si deve vivere e giocare tranquille!
Lettera firmata
Ps. Grazie a Giulia, Silvia T., Silvia P, Faby, Chiara, Marcy, Meggy, Tava, Turra, Elisa, Paolina, Moira, Giorgia, Lory, Pepe, Carra, Crive, Manu bioda, Manu mora, Valpo, Denise

NON SI BUTTA VIA NULLA (aprile 2004)

Ma è possibile che nella rappresentativa Marche vengono convocate due giocatrici inattive da quasi un anno? Credo sia una mancanza di rispetto per coloro che scendono in campo ogni domenica , sperando anche di essere convocate.
Manuela

I TEDESCHI CI PRENDONO IN GIRO (aprile 2004)

Mercoledì 31 marzo ore 18. A Bolzano è di scena l’attesissima sfida amichevole contro la Germania campione del mondo.La nazionale tedesca è praticamente al gran completo, gioca anche quella Birgit Prinz che oramai è assunta a simbolo del movimento del soccer femminile. Benissimo. Sarà partita vera. Le tribune traboccano di gente. Che bello!! Purtroppo non posso andare a vedere la partita, ma non c’è problema. La prima rete tedesca, ARD, trasmette in diretta la partita. Rai Sport Satellite non segue l’evento, preferisce dare la differita di una partita di pallanuoto giocata domenica. Vabbè!
A casa con me molte calciatrici per seguire la partita. E’ un evento.
Ma appena inizia la partita subito un clamoroso problema balza all’occhio. E’ un errore colossale. Uno sbaglio imperdonabile. Forse è il mio televisore che è andato in tilt.
No, purtroppo è tutto vero! Il campo di gioco è un’indecenza.
Come me anche il commentatore tedesco è basito. Appena la partita ha inizio occorrono pochi secondi per vedere come il pallone di gioco rimbalza su un siffatto campo. Oramai vado in simbiosi con il commentatore, sembra che stiamo commentando la partita insieme. Le campionesse del mondo tedesche (come evidentemente le nostre calciatrici), sono in evidente imbarazzo di fronte ai rimbalzi imprevedibili del campo. A volte  accusano delle magre paurose, come nel caso del portiere nel primo tempo, quando attendono il rimbalzo prima di rilanciare la sfera…Ah il pallone, quello sì è l’ultimo modello di una nota ditta, l’ultima creazione. Il pallone… ed il campo??
Ed allora vedi giocatrici che giocano a rimpiattino da una parte e dall’altra. Costruire gioco? Impossibile? Quante volte avete visto fare 4-5 passaggi di seguito? Io forse due…una per tempo.
Intanto il mio amico commentatore neanche pensa più a seguire la partita. Il suo interesse è rivolto solamente verso il campo. Ogni 2-3 minuti : “Indecente, giocare su un campo così” “E’ come giocare in campagna” “Da noi neanche i bambini giocano su un campo così e in Italia invece ospitano i campioni del mondo!” “Vergogna” …e tutta un’altra serie di frasi che  vi abbuono.
Complimenti allora a chi ha scelto questo campo. Complimenti per avere fatto sì che un’occasione di pubblicità per il nostro movimento diventasse un pericoloso boomerang. Complimenti per averci fatto fare una figuraccia del genere.
Da parte nostra sola una calciatrice si è infortunata, Manuela Tesse. E’ andata anche bene. Io ero davanti allo schermo terrorizzato che qualche ragazza della mia squadra, il Foroni (alla fine in campo erano cinque) si facesse male.
Cari responsabili della nazionale, pensate a  fare indossare alle nostre ragazze delle bellissime tute, a mettere a disposizione dei nuovissimi palloni da gioco, bravi… dove far giocare le ragazze è secondario e nulla importa se un commentatore tedesco di Germania ci prende per i fondelli per 90 minuti, anzi 105 considerato i commenti che facevano anche durante l’intervallo.
Coloro che amano e lavorano per il calcio femminile vi ringraziano di cuore
Roberto Coronato (Addetto stampa FC Foroni.)

UN ARGOMENTO NUOVO: I COMMENTI TROPPO DI PARTE (marzo 2004)

Rieccoci, è proprio vero: ognuno vede le cose come vuole ma dire che il Franciacorta ha dominato la partita con il Castrezzato domenica 21... be', ce ne vuole. Ce ne vuole anche per dire che la punta erbuschese ha realizzato due belle reti, soprattutto la prima a detta della commentatrice della partita che "ha gonfiato la rete"... veramente i due goals sono scaturiti da due errori evidenti in uscita del portire del Castrezzato... ed in entrambi i casi la palla è entrata ad una velocità piuttosto modesta, ma è il risultato che conta. I fuorigioco? quelli del Franciacorta: uno c'era su due ma quello fischiato al Castrezzato ha del clamoroso, sul 2 a 1 con attacante ben dietro i difensori e con una chiarissima occasione da rete. L'espulsione? netta e giusta, l'arbitro era ad un passo dal fatto e il fallo da dietro, volontario e con le gambe a forbice, be', è punibile solo con il cartellino rosso. Sembra però che la partita sia stata piuttosto corretta, l'unica nota stonata è che dagli spalti si è sentito benissimo che una persona della panchina franciacortina (non una giocatrice) ha risposto ad una giocatrice che chiamava palla per riprendere il gioco: vai a prendertela, in dialetto e con un tono molto brusco... il campo era del Franciacorta, le palle continuavano ad uscire e non è colpa di nessuno se le reti di recinzione sono basse e poi, è la squadra di casa che deve fornire i palloni, no? comunque ognuno vede le cose come vuole ed è giusto così... ancora non so però dove siano stati visti 50 spettatori sugli spalti....
Zera

NOI CAMPANE INASCOLTATE (febbraio 2004)

Leggo con piacere la netta presa di posizione della Salernitana nei confronti della stupida proposta di Blatter e concordo anche con quello che ha affermato la Marino...
Vorrei però aggiungere che proprio noi in Campania viviamo una delle situazioni più difficili. Non possiamo certo far sentire la nostra voce al massimo esponente del calcio mondiale quando neanche a livello regionale siamo prese in considerazione. Parlo del delegato del settore femminile  campano, illustrissimo sig Pecoraro. C'è una situazione che definire scandalosa è riduttivo. Tale personaggio gestisce addirittura una proprio squadra. Ne derivano delle convocazioni per la rappresentativa molto discutibili (senza nulla togliere alle calciatrici che svolgono solo il loro compito). Senza poi considerare che il sig Pecoraro è spesso presente sui campi di gioco e si lascia andare facendo commenti molto duri su società alle quali viene forse rimproverato il fatto che cercano di difendere quelli che sono i propri diritti.E' arrivato perfino a fare commenti su giocatrici gridando da bordo campo che erano deficienti, stupide (quelli più volgari preferisco non scriverli!)
Tutto questo per dire che in una regione dove tutte le squadre hanno difficoltà per tirare avanti senza soldi e dove tutte le calciatrici fanno salti mortali per allenarsi e giocare in campi a volte pessimi, ci si mette pure la federazione che non solo non aiuta il sistema addirittura lo peggiora delegando persone a mio parere non adatte. Per concludere, vorrei dire a tutte le ragazze (della Campania e non) che lottano per migliorare questo settore che non si devono mai arrendere perchè prima o poi saremo trattate da sportive e non come semplici oggetti nelle mani di persone opportuniste!
IN BOCCA AL LUPO A TUTTE...SOPRATTUTTO A NOI DELLA CAMPANIA E SCUSATE LO SFOGO!
Yaya

A TRENTO IN MANICHE CORTE (gennaio 2004)

Volevo rispondere alle ragazze della Salernitana dicendo che esistono gia delle case produttrici di abbigliamento che producono maglie da gioco unicamente per le ragazze. Le maglie sono piu' atillate ed hanno una linea molto bella, il Trento femminile ne ha acquistato una  con le maniche corte e verra' utilizzata nel periodo caldo.
Roberto

SALERNITANA CONTRO BLATTER (gennaio 2004)

Saggese, Marino e Paccone contro Blatter:

«Giocatrici sexy? Roba da sfilate»

Compatta la squadra granata si è detta stupita dalle dichiarazioni del Presidente della FIFA Joseph Blatter sulle nuove tenute di gioco (da lui proposte) aderenti per scendere in campo. Anzi il capitano granata Saggese, ha dichiarato al riguardo: “credo che sul come ci si debba vestire per giocare a calcio, vada discusso nelle sedi opportune e con decisione finale da parte solo delle donne. Chi vuole assistere alle partite di calcio femminile, deve poter guardare il gioco e non altro! Per gli amanti delle ‘curve’ ci sono le sfilate di moda ed i night club. Quindi, - rincara la dose il capitano ­ il signor Blatter invece di pensare alle nostre tenute da gioco farebbe meglio a risolvere i grossi problemi che attanagliano il calcio dei miliardi e gli intrighi di palazzo in Italia e nel mondo. Piuttosto che esordire con ‘sparate’ maschiliste, potrebbe dare un aiuto concreto al calcio femminile”.
Sull’argomento, ormai tema di discussione da alcuni giorni, alcune atlete della Salernitana hanno lanciato una proposta interessante “visto che da anni siamo costrette ad indossare divise d’allenamento e da gara con caratteristiche e linee maschili, perché una casa di abbigliamento sportivo non realizza divise da donna? Parliamo di colori e taglie al femminile”. “Infatti - precisa la Marino - da quando gioco a calcio, e sono diciotto anni, siamo costrette ad indossare abbigliamento che comunemente viene venduto per il settore giovanile maschile, e spesso risulta necessario farlo ritoccare da qualche sarte. Ora invece di pensare alle divise aderenti, sarebbe opportuno creare una linea prettamente per la donna calciatrice. La divisa deve essere funzionale e non lo strumento per attirare pubblico, altrimenti si rischia di strumentalizzare tutto e ridurre in una passerella di gambe e seni al vento”.
Infine Paccone in maniera piuttosto decisa dice: “Siamo stufe di sentir parlare di calcio femminile solo ad uso strumentale e distorto. Neanche il tempo che s’affievolisse il tormentone di fine estate-autunno del patron del Perugia Gaucci che aveva tanta voglia di schierare tra i professionisti una giovin donzella, che dalla massima carica istituzionale del calcio, vien fuori un’altra corbelleria! È questione di rispetto! Come sono rispettate tutte le altre discipline sportive al femminile. Già il calcio in rosa è piuttosto emarginato, ma essere anche prese in giro è troppo! A questo punto mi aspetto una decisa levata di scudi da parte della Divisione calcio femminile e nella fattispecie da parte della presidente Levati. Se a rappresentare il calcio mondiale deve essere uno come quel Blatter meglio una decisa battaglia!
Siam troppo piccole? Ricordate che le piccole termiti buttano giù il palazzo”. www.salernitanacalciofemminile.it
e-mail: info@salernitanacalciofemminile.it

CORIGLIANO-LUDOS NON E' UN CASO ISOLATO (dicembre 2003)

Leggendo tra le vostre news ho trovato un articolo legato alla mancata disputa della partita Corigliano ­Ludos e in realta’ non sono rimasto molto sorpreso e nemmeno incredulo davanti a questa triste, ma non isolata vicenda.
Personalmente alleno una formazione di A2 nello stesso campionato delle due formazioni sopraccitate e convivo ormai rassegnato ad alcuni campi da gioco, che levano dignita’ ad un campionato impegnativo come il nostro.
Naturalmente non voglio assolutamente colpevolizzare le varie societa’, ma credo che le stesse dovrebbero (se non lo hanno gia fatto) indignarsi con la propria federazione o con gli organi competenti in questione.
Nella trasferta  di Gravina abbiamo giocato in un campo impossibile, fatto di sabbia nera , dove le righe sono state fatte senza nessuno strumento e dove la bandierina non a norma e’ stata rialzata attaccandone uno spezzone.
Le righe palesemente sballate , con dislivelli di alcuni metri tra l’inizio e la fine sono state rifatte tamponando le oscenita’ piu’ evidenti e rifatte poi nel secondo tempo visto che la sabbia le aveva cancellate.
In un'altra trasferta siciliana abbiamo giocato in un campo molto grande dove guardando la porta dal centro campo si vedeva che la stessa era spostata di alcuni metri e quindi non in linea con l’altra porta e sul terreno di gioco rigorosamente in terra si potevano trovare sassi e vetri di ogni genere.
Parlando poi con alcuni colleghi  ho riscontrato che  in alcuni casi le esperienze raccontate superavano ogni forma di immaginazione.
Mi chiedo se sia giusto che un campionato come il nostro debba essere giocato in condizioni di questo genere e se sia corretto far affrontare alle ragazze trasferte impegnative chiedendo loro la massima professionalita’ per poi ritrovarsi su questi campi di gioco e in queste situazioni.
Naturalmente, questa mia riflessione ha come unico scopo quello di dare il giusto spazio e i giusti strumenti per praticare uno sport difficile e molte volte ghettizzato.
Mi sento in dovere di ringraziare il comune di Trento che da parecchi anni ci mette a disposizione il migliore stadio cittadino e da sempre mostra grande sensibilita’ per la nostra societa’ e per il calcio femminile in generale.
Come possiamo far crescere il calcio femminile se la propria massima espressione e’ costretta a giocare dove nemmeno gli amatori farebbero allenamento.
Sono sicuro che arriveranno parecchie repliche , ma credo che tali energie si dovrebbe sprecare per prendere posizione con le persone giuste cercando di innalzare la qualita’ di questo sport che su terreni a volte impraticabili non puo’ mostrare il suo aspetto migliore.
 Roberto Genta

QUEL MALEDUCATO D'UN ARBITRO (dicembre 2003)

Tengo a precisare che la mia non è la solita lamentela sull'arbitraggio contrario. Gioco a calcio da parecchio tempo e di arbitri bravi o scarsi me ne sono capitati, ma mai come l'individuo di ieri. Voi vi chiederete: in che senso? elenco degli esempi per farvi capire... 1) è vero che l'arbitro fa parte del gioco,ma è pur vero che deve cercare più possibile di non stare in direzione dell'eventuale azione, cosa che lui non sapeva assolutamente fare impedendo diverse azioni....
2) frasi pronunciate da costui durante i 90 minuti: "abbassa il braccio altrimenti te lo faccio saltare" (in dialetto). E ancora: "Puoi scordarti che ti fischio un fallo per tutta la gara" (sempre in dialetto). E ancora dopo una bella azione di gioco fallita da una mia compagna, lui: "10 ti vedi troppo Holly e Benjy....(sempre in dialetto naturalmente) Ma dico è normale? Io lo eliminerei dalla categoria... O quantomeno qualcuno lo segua un pò per vedere se è veramente in grado di stare dentro il terreno di gioco ad arbitrare in un campionato nazionale come quello di serie A2.
Milena

IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI? (novembre 2003)

Scrive un padre la cui figlia (classe 87), dopo aver fatto tutta la trafila dal settore giovanile (maschile), giovani calciatrici (1 anno), serie D (1 anno), serie C (1 anno), quest'anno a deciso di andare a giocare nella squadra primavera dell'Atalanta femminile sobbarcandosi 120 km tre volte la settimana per gli allenamenti e la partita della domenica quando si gioca in casa.
Un sacrificio ripagato dal fatto che tutti gli addetti ai lavori ritengono che questo campionato sia un ottima scelta per giovani calciatrici che intendono proseguire ed arrivare alle categorie superiori (A-A2-B). Tutti questi buoni propositi e i vani sacrifici ieri sono affondati nella palude di Torino. La squadra granata in mezzo al campo a schierato niente meno che Elisa Miniati (classe 74 ex Nazionale) che naturalmente dall'alto della sua esperienza a fatto la differenza (giocando contro ragazze delle classi 86, 87, 88, 89). Mi chiedo con quale scopo la società granata abbia sacrificato la sua miglior calciatrice facendola giocare 180' minuti in due giorni (pur avendo ieri in panchina quattro ragazze in età), cosa voleva dimostrare?
Il risultato sul campo gli è stato favorevole ma la sconfitta è del calcio femminile perchè per l'ennesima volta  il fine non giustifica i mezzi. Il circo del calcio femminile a messo in pista un altro fenomeno, quel signore che  a fine partita è uscito orgoglioso di aver umiliato con la sua scelta un gruppo di ragazzine.
P.S. mia figlia è una discreta giocatrice di softball (spero che cambi sport e lasci questo calcio veramente poco educativo).
Raoul

QUESTIONI LOMBARDE (novembre 2003)

Vorrei rispondere alla Sig.na Federica Viotti in merito al commento (vedi pagina dei commenti, ndr) sulla partita Castrezzato - Franciacorta: perdere brucia? Mi chiedo dove il Franciacorta abbia costretto in difesa il Castrezzato. La squadra ospite non ha mai impaurito l'avversaria se non con 4 o 5 conclusioni in porta ai 2 Km all'ora, addirittura dopo 2 minuti dal fischio d'inizio il primo tiro in porta è stato fatto da una giocatrice castrezzatese, vi prego siete una buona squadra e una buona società ma siate sportivi... un 3-0 all'85' come si può giustificare? Il rigore? C'era e lo dico tranquillamente ma almeno 2 sono stati negati al Castrezzato uno dei quali clamoroso: fallo di mano in area di rigore. Siate sportivi, il Castrezzato forse non ha espresso un calcio scintillante e altamente tecnico o spettacolare ma nello sport ci vuole cuore, coraggio e umiltà e le ragazze hanno dimostrato tutto questo, mancavano 2 titolari, in panchina c'erano 3 riserve rispetto alla nutrita panchina franciacortina... Sicuramente il Franciacorta si riprenderà presto, ha le doti e le qualità per farlo ma cerchiamo tutti di essere obbiettivi. Forse la squadra verde-arancio ha qualche problema di rapporti interpersonali... vedere da fuori cosa si dicevano in campo alcune giocatrici non fa onore allo sport, inoltre c'era una sorta di preghiera continua verso la centrocampista del Franciacorta di stare zitta e di stare calma... non è indice di tranquillità.
Faccio comunque un bocca al lupo alle ragazze del Franciacorta per il proseguimento del campionato.
Zera

ABBASSO LA CORRIDA (novembre 2003)

Volevo fare i miei complimenti all'allenatore della A.S. Piossasco che domenica scorsa ha dimostrato primo molta educazione e secondo molta sportività nei confronti della squadra avversaria, affermando a fine gara (vinta dall' A.c.f Levante per 1 a 2) che: "(...) la partita è stata una corrida, noi abbiamo giocato a calcio, loro no". Ognuno è libero di esprimere le proprie idee, però trovo oltremodo inesatto quello che lei ha affermato, oltre ad aver detto che la Levante ha meritato di vincere solo per aver segnato un gol in più. Io ho visto la partita e posso affermare che per come è andata, la squadra ha meritato di vincerla, senza rubare niente alla sua squadra. Nel primo tempo non c'è stata storia ha dominato la Levante, giusto dire invece che nel secondo tempo il Piossasco ha fatto vedere qualcosa in più, senza però essere abbastanza pericoloso, tutto questo "giocando a calcio" come dice lei. Beh se fosse così, com'è che essendo voi quelli che hanno giocato il "gran" calcio hanno perso contro una squadra che (a parer suo) non ci ha giocato affatto? Strano direi... poi così schifo non deve aver fatto  la Levante per vincere allora? Oppure vogliamo dire merito dell'arbitro che per "svavorirvi" vi ha pure assegnato un rigore a favore? Non sto affermando che la Levante è più forte della sua squadra, semplicemente che in quella partita abbiamo giocato meglio noi e quindi abbiamo meritato di vincere, solo questo, invece lei, probabilmente preso dall'amarezza di aver perso, non è stato abbastanza obiettivo nel commentare la partita a mio parere, risultando anche poco educato nel giudicare la squadra avversaria, che ha l'unica "colpa" di aver vinto la partita meritatamente.
Una spettatrice

QUESTA COPPA NON CI PIACE (novembre 2003)

INCREDIBILE!. Dalla COPPA LAZIO 2003/2004 saranno escluse le prime tre classificate dei due Gironi (A e B) del campionato ! Ha dell'incredibile la decisione del Comitato Regionale Lazio di escludere dalla partecipazione alla prossima Coppa Lazio 2003/2004, con inizio previsto nel febbraio 2004, le prime tre classificate nei due gironi A e B del Campionato Regionale di Serie C ! Dopo "l'invenzione" dei due gironi in campionato (perchè non era possibile un unico girone di 19 squadre + la Lazio ?), ecco la sorpresa: verranno "punite" le migliori! Ribelliamoci ! Sicuramente il CRL ci risponderà che il tutto è stato realizzato a causa dei Play Off nel mese di febbraio e che le rimanenti squadre già a febbraio non avrebbero saputo cosa fare  (il campionato termina il 22 febbraio 04 !!). Tutti certamente pensiamo che invece si poteva e si può ancora fare diversamente. Perchè tutte le squadre hanno il diritto di partecipare alla COPPA LAZIO 2003/2004.
Giuseppe (US Tor di Quinto)

ERMETICA (ottobre 2003)

Forza Livorno.
Giulia

QUESTIONI PISANE 3: CE N'E' ANCHE PER NOEMI (ottobre 2003)

So che potro apparire un po acida però devo fare un appunto, da alcuni amici di Livorno ho avuto occasione di leggere il commento sul Tirreno della partita Atletico Pisa  - Livorno e mi rivolgo in particolar modo all'autrice Noemi Diamantini, almeno mi sembra si chiami cosi: trovo oltraggiosa la maniera in cui è stato scritto l'articolo poichè nonostante il Pisa abbia fatto la partita peggiore che poteva fare da li a dire che il pareggio va stretto.... sicuramente le labroniche hanno fatto la partita della vita e l'errore delle pisane è stato sottovalutarle vista la tenera età..... essere giornalista vuol dire raccontare i fatti e non i desideri, essendo mancata l'obbiettività in questo articolo mi avvalgo della facoltà e del diritto di non leggere più un articolo della suddetta se non quando imparzialmente redatto. Comunque da vera sportiva faccio i complimenti all' undici amaranto. FORZA PISA.
lincescatenata
Riririsponde sarcasticamente Gabe: scusa, ma perchè vai a leggere la cronaca di Livorno? è normale che le cronache locali siano "un pochino" di parte. O no? (l'articolo della bravissima Noemi è adesso disponibile nei nostri commenti dalla Toscana, così potranno leggerlo tutti).

QUESTIONI PISANE 2: LA SATURNI HA IL POLLICE VERDE (ottobre 2003)

Dall'alto della mia ignoranza sulla cultura calcistica e sugli organi generali che gestiscono il movimento regionale, mi permetto di congratularmi vivamente con la signora Luciana Saturni la quale ci ha rivelato con nostra grande sorpresa di avere il pollice verde. Vi chiederete come mai questa affermazione....il segreto sta nel fatto che la signora in questione si è permessa di ostacolare la possibilità che le due squadre pisane giocassero entrambe in quel campo che vide le gesta del vero e unico Pisa femminile (sarcasmo by Gabe). Sono una tifosa del calcio femminile pisano e vedere e sentire certe cose nella mia bellissima città mi fa venire voglia di andare a vedere le partite delle cugine labroniche. Forza Pisa......
lincescatenata
Ririsponde Gabe: la battuta sul pollice verde non l'ho capita, del "sarcasmo by Gabe" non mi ricordo, comunque la signora Saturni (delegata regionale del calcio femminile per la Toscana) ha semplicemente fatto presente al Comune di Pisa che non era possibile far giocare due squadre alla stessa ora sullo stesso campo. Essendo Atletico Pisa 2003 e Etruria FC nella stessa categoria (serie C) si è dovuto tenere in considerazione un naturale criterio di anzianità. Alla posta, al supermercato, alla banca si fa la fila e si attende il proprio turno, a parità di categoria si fa lo stesso con gli impianti comunali.

QUESTIONI PISANE 1: L'INUTILE SARCASMO DI GABE (ottobre 2003)

Sono una appassionata di calcio femminile e navigando tra le pagine di questo bel sito, ho con mio rammarico notato che nelle cronache che si riferiscono alle news sulle squadre toscane si fa dell'ilarità e se fino ad oggi ho apprezzato il vostro lavoro,ad oggi mi sovviene un dubbio che più che dubbio è un triste presentimento....mi rivolgo a Gabe che credo sia l'autore delle sarcastiche battute inserite tra parentesi negli articoli dedicati all'Atletico Pisa (fosse il contrario è pregato di rispondere); non è da sportivi leali e corretti puntualizzare questioni che noi fans del movimento conosciamo perfettamente, in conclusione ripongo la mia fiducia su un più imparziale e professionale commento in seno alle vicende calcistiche toscane.
lincescatenata
Risponde Gabe: credo che tu ti riferisca alla puntualizzazione "In panchina è tornata l'artefice della promozione del Vecchiano dalla C alla B. (in realtà il Vecchiano fu ripescato, ndGabe)" non si trattava di una battuta sarcastica ma di una precisazione giornalistica, se è vero che noi in Toscana lo sapevamo benissimo, è anche vero che il sito è letto in tutta Italia e anche in Svizzera e in Canada e chissà in quali altri paesi del mondo, perciò mi sembra opportuno correggere alcune informazioni imprecise che rischierebbero di confondere i nostri visitatori eventualmente interessati alle questioni toscane. Non mi sembra di aver fatto altri inserimenti nelle news toscane.

TIFOSI SBOCCATI (settembre 2003)

Il campionato serie C Lombardia è finalmente ricominciato e con esso le stesse cose negative di sempre... Prima partita: Castrezzato - Mozzanica... premetto che la squadra ospite ha meritato pienamente la vittoria, il risultato finale non si discute, al Castrezzato mancava sicuramente la forma e il ritmo partita ma devo moralmente sottolineare una cosa: i tifosi ospiti si sono comportati veramente in maniera maleducata al punto tale che addirittura le loro giocatrici dal campo li raccomandavano di stare zitti: ho sentito bestemmie vere e proprie ad alta voce, offese incredibili verso le giocatrici del Castrezzato e improperi irripetibili verso l'arbitro... il Mozzanica a mio avviso è una buona squadra che può davvero puntare in alto ma la sua immagine purtroppo viene rovinata dalle persone che la seguono... poi naturalmente i soliti episodi che l'arbitro non vede e sanzioni assolutamente disparitarie tra le 2 squadre che non sto qui ad elencare perchè putroppo sarebbero parole perse nel vento... alla squadra del Castrezzato faccio il mio più grosso in bocca al lupo per il campionato (è appena cominciato tutto si può recuperare), forza ragazze dovete crederci fino in fondo.
Zera

CHIAMI TU O CHIAMO IO? (settembre 2003)

Quello che voglio raccontarvi è la mia storia di questa estate, sono una calciatrice e gioco in serie C,  questa estate grazie ad un annuncio pubblicato su Calciodonne Net sono stata contatta da una persona che rappresentava una squadra di serie A che mi invitava a prendere contatti per effettuare un provino e la mia disponibilità a trasferirmi, alla mia risposta affermativa mi invitavano a richiamare telefonicamente per metterci d'accordo. Dopo svariate telefonate, (sempre a mio carico), dovevo recarmi i primi di agosto (a mie spese) presso il loro raduno per effettuare un po' di giorni di allenamenti e vedere se andavo bene. La data iniziale doveva essere i primi di agosto poi a causa di problemi lavorativi ho chiamato dicendo se potevamo posticipare di qualche giorno e mi è stato detto che la squadra sarebbe andata in ritiro e quindi se ne sarebbe parlato dopo ferragosto ma dovevo in ogni caso richiamare di nuovo. Nel frattempo sono stata contattata da altre società alle quali ho detto che non ero momentaneamente disponibile avendo preso un impegno, anche se solo telefonico, con un altra società. Dopo ferragosto naturalmente ho richiamato per fissare la data del mio provino, ma misteriosamente dall'altro capo del telefono non ho più parlato con lo stesso interlocutore che mi aveva contattato inizialmente ma con un'altra persona che mi chiedeva informazioni e disponibilità ma si riservava di fissarmi la data per il provino perchè doveva pensarci.
Da quel giorno, naturalmente, non ho più ricevuto nessuna chiamata,  perdendo così tempo in quanto ho rifiutato altre proposte che potevano essere sicuramente più valide anche se provenienti da squadre di serie minori. Quello che mi chiedo è perchè questi individui si siano così tanto divertiti a prendermi in giro, io chiedevo serietà e professionalità inoltre non li avevo contattati io ma avevano risposto loro ad un mio annuncio, chi li ha autorizzati a prendersi gioco di me?
Credevo che in serie A ci fossero società serie ma purtroppo questa esperienza mi ha fatto ricredere mi auguro che non tutte siano così!
Onda Perfetta

TIFOSI SOLIDALI 3 (settembre 2003)

I tifosi biancoverdi della "sezione Camacici" si associano alla protesta di Orgogliosi della Lazio ed Original supporters del Bardolino per la pessima collocazione oraria della Supercoppa, ci si lamenta in continuazione del poco seguito di pubblico agli incontri di calcio femminile e poi si fa di tutto per impedire ai tifosi di partecipare agli eventi piu importanti. Cosa verrà detto alle ragazze che uscendo dal tunnel si troveranno di fronte agli spalti deserti? Riusciranno a sentire il calore del pubblico da casa? Benvengano le telecamere della TV di stato ma non a discapito di coloro che desiderano stare vicino alle proprie beniamine.
Spero che un eventuale futuro spareggio scudetto non venga collocato alle 9.30 del lunedì mattina perché alle 20.00 del sabato ci sarà la finale regionale Veneta di corsa con i sacchi.
Paolo

TIFOSI SOLIDALI 2 (settembre 2003)

Siamo solidali al messaggio di protesta presentato dagli Orgogliosi Lazio.Crediamo sia ingiusto programmare una partita (così importante) pensando al bene della diretta TV.Sicuramente la presenza delle telecamere di Rai Sat è una cosa positiva al fine di dare spazio e luce al calcio femminile ma non si deve dimenticare che ci sono dei tifosi che la partita la vogliono vivere dagli spalti stando vicino alla propria squadra come hanno sempre fatto in ogni partita e in ogni campo con amore e passione.Questa gente merita rispetto molto di più di chi la partita la vuol vedere dal salotto di casa!!!
Original Supporters   BARDOLINO

TIFOSI SOLIDALI (settembre 2003)

Non posso che essere d'accordo con i tifosi laziali. Assurdo organizzare una partita di questo calibro di venerdì in un orario da "happy hour"...con 300 km di distanza per entrambe le tifoserie! Non aggiungo altro!
Gianpy

FUORI ORARIO (settembre 2003)

Il Gruppo Orgogliosi, tifosi della Lazio Femminile, protesta per l'orario in cui si svolgera' la partita LAZIO - FORONI di Supercoppa a Montecatini.
Si rischiera' l'assenza dei tifosi per motivi di orario lavorativo ( l'incontro si svolgera' alle 18.30 )e quindi si impedira' a molte persone di andare ad assistere a un incontro sportivo ove, in questo caso, sara' lo sport vero e proprio a rimetterci almeno in immagine, organizzatori compresi. Cosa che non sarebbe successa se l'incontro fosse stato previsto per almeno le 20.30,meglio se per le 21, dando cosi' un maggior margine di tempo per un viaggio da Roma a Montecatini.

COSE LIGURI (agosto 2003)

Mi fa piacere, ma veramente, che la liguria riporti una sua squadra femminile sul palcoscenico nazionale,ci siamo riusciti anche noi per ben 4 anni e nella massima serie, e proprio in base a questa esperienza che vorrei rispondere a qualche punto ripreso dall'articolo sulle news regionali del factotum della Matuziana sig.Castagna:
Punto primo e' falso dire che in liguria non esiste societa' che non abbia un appoggio medico-fisioterapico, noi lo abbiamo da circa 5 anni, un centro dove le ragazze possono curarsi con l'appoggio di veri professionisti.
Punto due: falso dire che la Matuziana e' l'unica ad avere un  prep.dei portieri, oltre a noi mi risulta che anche Sampierdarena, Solferino e altre lo abbiano, in quanto a costruirli in casa i portieri mi risulta che Cazzato di strada ne faccia parecchia per venire a San Remo.
Punto tre: sig.Castagna i colori sociali per un atleta sono sicuramente importanti ma senza quei 150 milioni delle vecchie lire lei sa che non si va da nessuna parte a certi livelli e in campo nazionale poi.. se si hanno i soldi si hanno buone giocatrici con quelle si vince, in caso contrario forse ci si salva bene.
Punto quattro: la primavera naz. e' un campionato sicuramente importante ma non e' vero che sia tenuto in particolare attenzione dallo staff nazionale, ne sono la prova le giocatrici Coppolino, Delfino, Parodi e Germani che hanno giocato, se non erro in serie B con il Sampierdarena, prima di parlare di come agisca Carolina Morace e il suo staff per ricercare nuove giocatrici in campo nazionale bisogna prima conoscere e parlare di persona con queste persone che io conosco discretamente. Carolina e il suo staff sanno sempre dove pescare, serie C compresa.
Mi sono dilungato ma mi sentivo di rispondere al sig.Castagna, va bene farsi pubblicita' ma non diciamo cose che non stanno ne in cielo ne in terra, sopratutto se non si conoscono tutte le altre societa' che lavorano in Liguria, da levante a ponente e sopratutto se ci sono societa' che comunque hanno rappresentato la regione liguria , per tanti anni e dignitosamente,nel massimo campionato nazionale.
Nonostante tutto, comunque, un grande in bocca alla societa' sanremese, sperando che rappresenti con dignita' la nostra regione nel prossimo campionato di A2.
Mario

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