FORUM giugno - luglio - agosto
2004
"Ci sedemmo dalla parte del torto, visto che tutti gli altri
posti erano occupati".
Bertolt Brecht da Buongiorno!
LA DERIVA DEL C.F. (22): DIPENDE...
Gabe a fatto una giusta precisazione riguardo il ripescaggio precedente
della Reggiana anche se non è detto che non contasse come ripescaggio.
Riguardo alla domanda di ulteriore ripescaggio non è che tu puoi
essere ripescato solo ogni tre anni ma dipende dalla quantità di
squadre che ogni anno devono essere ripescate e quante ne abbiano fatto
richiesta, il discorso dei tre anni è un discorso di precedenze
esempio se anzichè due ripescaggi fossero stati quattro avremmo
avuto un buco perchè a quanto sembra erano solo tre le offerte Tavagnacco,
Tradate, Reggiana. Nel caso di due come è stato basterebbe avere
spiegazioni dalla Divisione e nessuno si offenderebbe anzi ci capiremmo
meglio anche noi. Per finire questa sera ho assistito all'amichevole Reggiana-Montale
4-1 vorrei fare un in bocca al lupo a entrambe le squadre.
Roberto
LA DERIVA DEL C.F. (21): NUOVA PRECISAZIONE
Va anche detto che il primo ripescaggio della Reggiana a cui si fa riferimento
riguardava la formazione di un nuovo livello, la serie A2, dunque una situazione
abbastanza anomala, in quanto la serie A2 prima non c'era.
Gabe
LA DERIVA DEL C.F. (20): CASO REGGIANA
Nel 1° comunicato ufficiale stagione 2004/05 al punto 14 si legge che
una squadra che ha beneficiato del ripescaggio non ha piu' questo diritto
per i tre campionati successivi, se e' vero quello che ho letto,
la Reggiana e' stata ripescata quest'anno ma ha gia' avuto questo
beneficio due anni fa, deduco che ci sia stata una forzatura per usare
un eufemismo, percio' il Tradate che ha effettuato regolare domanda di
ripescaggio, facendo ricorso ha ottime possibilita'di di partecipare al
prossimo campionato di serie"A". A tal proposito pongo un quesito la Reggiana
ha fatto domanda di ripescaggio anche che se non ne aveva il diritto? oppure
c'e' stato un passaggio che mi sfugge per far si che questa onorabilissima
squadra abbia avuto una spintarella per questo ripescaggio? oppure il punto
14 del primo com.uff. 04/05 l'ho interpretato male?
Enea
LA DERIVA DEL C.F. (19): PER ESSERE RIPESCATI BISOGNA CHIEDERLO
Dò pienamente ragione alla presidentessa del Tradate, visto che
se un regolamento c'è, è giusto che venga rispettato e per
quel che ne so anche a mè risulta che non puoi essere ripescata
2 volte in 3 anni. Sarebbe giusto che la Divisione desse chiarimenti in
merito alla formula dei ripescaggi magare chiarire i regolamenti all'inizio
mettendoli in mostra a tutti. Per il resto vi auguro di poter salire alla
A vincendo il prossimo campionato quindi in bocca al lupo.Riguardo a Fra,
esiste un regolamento che consente di ripescare per prima chi fa richiesta
di ripescaggio (non tutte lo fanno e se non sbaglio erano solo tre le società
ad averlo fatto) poi ci sono dei criteri di giudizio che riguardano vari
aspetti il primo dovrebbe riguadare chi è retrocesso dalla serie
stessa poi chi è arrivato piu vicino per salirci, ma come dice il
presidente del Tradate, non può essere ripescata una società
che ne a già usufruito negli ultimi tre anni, poi purtroppo i regolamenti
li conoscono solo loro che li fanno..............e non danno mai spiegazioni.
Buon lavoro a tutti.
Roberto
LA DERIVA DEL C.F. (18): IN CONTROTENDENZA
E' ora che aumentino le squadre partecipanti in ogni campionato. Almeno
che si inizi con la serie A. Visto cosa è successo quest'anno in
serie B? Addirittura l'hanno divisa in 5 gironi, di cui due fanno parte
soltanto 10 squadre. Ma dove si è visto mai? Neanche in serie C
fanno parte al campionato soltanto 10 squadre!
Cla
LA DERIVA DEL C.F. (17): PRECISAZIONE REGOLAMENTARE
Ad onor del vero va detto che i criteri usati nella prassi per i ripescaggi,
favoriscono in genere le seconde classificate sulle squadre retrocesse,
ma le squadre retrocesse sono favorite sulle terze classificate. Dettagli
a parte, il regolamento rende possibile ripescare anche le squadre retrocesse,
che poi questo sia sportivamente giusto o no, è un dibattito che
si può anche fare.
Gabe
LA DERIVA DEL C.F. (16): LA RETROCESSA RIPESCATA
Credo semplicemente che una squadra retrocessa, una squadra qualsiasi,
di qualunque regione, stato, non possa e non debba essere ripescata. Non
ho idea di squadre che si meritassero il ripescaggio "di più della
Reggiana", ma a mio parere quando una squadra retrocede ad una serie inferiore
è giusto che ci rimanga, e che al limite venga premiata una squadra
che abbia disputato un ottimo campionato in serie inferiore. O sbaglio?
A volte ho l'impressione che ci siano favoritismi immotivati.
Se ben ricordo la Reggiana non doveva nemmeno essere in serie A2, ma
sempre grazie a un ripescaggio (questa volta però giusto) è
stata promossa ugualmente. L'anno scorso ha disputato un ottimo campionato
e meritava pienamente la promozione, ma una volta retrocessa vi sembra
giusto che venga ripescata a discapito delle società che, come era
successo qualche anno fa alla stessa Reggiana, hanno disputato buoni campionati
e meritavano la promozione??
Fra
LA DERIVA DEL C.F. (15): L'INGIUSTO RIPESCAGGIO
L' ACF Tradate, si lamenta del mancato ripescaggio in serie A in quanto
la Divisione ha favorito la Reggiana, peraltro già ripescata 3 stagioni
fa. "Forse è solo una questione di nome": non voglio assolutamente
fare polemica, è solo per rispondere al sig. Roberto
che chiedeva quali fossero le società penalizzate. Con questo ho
già richiesto maggiori chiarimenti alla Divisione ed attendo risposte.
Rimane il fatto che sono state ripescate due squadre retrocesse, e
l'unica squadra vincente come miglior 2° dei due gironi di A2 viene
lasciata fuori.
Queste vicende non fanno bene al morale di un presidente come me che
in questi anni ha cercato di lavorare bene con tutto il mio staff e di
crescere anche con il settore giovanile, ormai diventato fondamentale per
avere sempre forze nuove
e vi garantisco che in una città di provincia come la nostra
non è così semplice. Nella prossima stagione in forza nel
Tradate Giorgia Duò, Francesca Limonta, Antonella Podio, Enza
Di Dio, Veronica Valtorta, Rossana Cassani: acquisti che vanno a
completare un gruppo che già mi ha dato molte soddisfazioni nelle
precedenti stagioni, sempre allenato da Maria Mariotti.
Il Presidente ACF TRADATE Savina Pasciuti
LA DERIVA DEL C.F. (14): LE RAGIONI DELLA RABBIA
Non conosco le ragioni della rabbia di Fra verso l'ingiusto
(secondo lei) ripescaggio della Reggiana, sarebbe bello sapere i torti
se ci sono e verso che società sono stati fatti, tutto ciò
lo dico perchè è giusto che sa si anno delle ragioni da far
valere è giusto che si sappiano come stanno le cose, anche se magari
non si potrà far nulla.
Roberto
LA DERIVA DEL C.F. (13): BOTTA E RISBOTTA
Dall'inizio della stagione mi aspettavo il botto di qualcuno e cosi è
successo. Certo io pensavo al Foroni dove le ragazze stavano per prendere
il via al nuovo campionato con problemi già esistenti, ma nonostante
questo hanno meritevolmente vinto il campionato. Hanno sempre comunque
avuto tanta voglia di giocare e vincere: grandi ragazze e grade anche lo
staf tecnico. Non mi aspettavo il botto Bergamo anche perchè ci
credevo. Io le ho seguite per questi due anni di A, ho conosciuto ragazze
splendide, condivido a pieno il grande sig. Mario Luzzana che in un solo
anno ha capito più lui di calcio femminile che di molti presidenti...
Chi a letto le motivazioni del caso Bergamo sul giornale (date dal presidente
Ravasio) si potrebbe fare strane idee del calcio femminile e delle ragazze
pensando che siano interessate solo ai soldi e a stipendi da capogiro.
Spero che tutti leggano quello che a scritto Mario L. e lo confrontino
con le dichiarazioni del presidente Ravasio. Credo che se una ragazza stipuli
un accordo a inizio campionato lo si deve anche mantenere fino in fondo
visto che è stato preso da entrambi le parti, altra cosa proviamo
a leggere i comunicati della Divisione Calcio Femminile e vi garantisco
che anche lì possiamo trovare fatti accaduti nelle stagioni precedenti
e non ancora sistemati: si parla di accordi dove a pagare sono sempre le
ragazze visto che per aver quello che è stato promesso bisogna arrivare
alle vie legali... leggete e capirete. Per finire voi ragazze imparate
a far valere i vostri diritti che sono tanti e invece voi presidenti anziche
arrampicarvi sugli specchi per non assumervi le vostre responsabilità
e i vostri errori sappiate almeno chiedere scusa qualche volta... questo
non toglie che dovete mantenere quello che promettete all'inizio...
BUON LAVORO A TUTTI E CHE SIA UNA STAGIONE MIGLIORE PER TUTTI
Roberto
LA DERIVA DEL C.F. (12): IL CASO BERGAMO
Manifesto la mia solidarietà a Mario (vedi servizi)
e alle ragazze dell’Acf Bergamo: ho avuto la fortuna, in questi due anni
di calcio femminile, di conoscere persone che hanno saputo conquistare
la mia stima umana prima ancora che professionale, ho seguito e conosco
i loro problemi, per ovvi motivi di discrezione ho sempre cercato di non
esternare troppo il mio punto di vista, perché il ruolo del giornalista
è molto delicato, e trovo giusto che le vicende più scomode
siano risolte in privato senza fare nomi e scandalismo. I due anni
vissuti con l'Acf Bergamo sono stati esaltanti per me: sportivamente, e
non solo, chi mi conosce sa benissimo quale è il mio pensiero e
trovo che sia inutile andare avanti... il finale non mi è piaciuto,
come credo nessuno volesse arrivare a questa fine. A Mario, a tutte le
ragazze del calcio femminile, e a tutti quelli che sanno che una delle
cose in cui vale la pena di vivere è
“Vedere Roberto Baggio cercare l’uomo, saltarlo e avanzare palla al
piede”, il miglior augurio che posso fare, parafrasando Gandhi, ‘siate
voi stessi il cambiamento che vorreste vedere nel mondo’.
C.M.
LA DERIVA DEL C.F. (11): CE N'E' PER TUTTI...
La deriva del calcio feminile? La deriva del calcio femminile è
che non c'è correttezza giudiziaria, la figc non si interessa delle
giocatrici, delle società, svolge un lavoro che resta nell'ombra,
o peggio, agisce in modo sbagliato, favorendo nettamente chi ha conoscenze
nell'ambiente. La deriva del calcio femminile è l'assoluta mancanza
di accettare le donne come persone in grado di fare ciò che fanno
gli uomini. La deriva del calcio femminile è l'assoluta disorganizzazione
degli organi ufficiali, e lo scarso impegnano che mettono per far andare
meglio le cose. La deriva è una presidentessa che non agevola certamente
le società calcistiche dividendo l'Italia verticalmente anziché
orizzontalmente, è una Reggiana retrocessa, e sottolineo RETROCESSA,
da un campionato di serie A1 e ripescata ingiustamente. La deriva del calcio
femminile è la presunzione che chi ha le conoscenze giuste, chi
è nell'ambiente giusto, chi riesce a trovare uno sponsor in più
e quindi fare un acquisto più concreto, vince il campionato. La
deriva del calcio femminile è l'assenza quasi totale del settore
giovanile, e l'assoluta incapacità di gestirlo nella maggior parte
dei casi.
La deriva del calcio femminile è causata da tante di quelle
cose messe insieme che a farne un elenco non si finirebbe più.
Magari ogni singolo organo giudiziario, sportivo, o chiunque sia, per
così dire, a capo di questo sport, si faccia un esame di coscenza...
Fra
LA DERIVA DEL C.F. (10): IL MERCATO DELLE IDEE
Ma e' veramente la mancanza di soldi a far chiudere le societa'? personalmente
non credo. Molte societa' che sembrano essere stabili dal punto di vista
economico falliscono..come mai? e' possibile che una societa' inizi il
campionato con sponsor e buone intenzioni e poi chiuda i battenti? ma e'
mai possibile che in una societa' non c'e' chi riesce a guardare avanti
di 1 anno e predisporre gia' le basi per i campionati futuri.In realta
sembra proprio di si, manca senza dubbio la programmazione e una struttura
ramificata che segua il marketing societario. Il calcio femminile ha le
potenzialita' per crescere ma soprattutto per far ottenere agli sponsor
un ottimo grado di visibilita'. Ci sono pochissime squadre che portano
il nome di uno sponsor uscendo in tv, alla radio o sui giornali con un
marchio. all'inizio il nome avra' una valenza economica molto bassa, ma
se sviluppiamo la visibilita' con strategie semplici ma concrete riusciremmo
anno dopo anno a mettere "in vendita" questo importante strumento a prezzi
sempre piu' alti.
Facciamo un esempio molto semplice : in un campionato di A2 ci sono
26 partite e gli articoli delle stesse ( se c'e' chi li fa e li consegna)
verranno inseriti su 1 o 2 giornali regionali. Se sappiamo lavorare bene
possimao farci mettere anche l'articolo il giorno precedente e cosi in
tutto il campionato conteggiando 2 testate avremmo piu' di 100 uscite con
nel titolo sempre il nome dello sponsor.
Molte radio regionali trasmettono le dirette dai campi e perche' non
chiedere che venga inserito anche il calcio femminile con interventi
ed interviste a fine partita. Anche in questo caso se il nome della formazione
sara' legato ad un marchio il risultato sara' enorme visto che quelle trasmissioni
sono molte seguite.
Nelle emittenti televisive regionali molto spesso vengono effettuate
trasmissioni televisive sportive ed anche in questo caso se riuscissimo
ad entrare anche a piccole dosi potremmo ancora una volta aumentare la
nostra visibilita' e il nostro "valore di mercato". Lo sponsor che si avvicina
al calcio femminile deve avere un ritorno ed e' per questo che si dovra'
proporre la sponsorizzazione ad una societa' alla quale interessa visibilita'
e non all'azienda che non interessa apparire ma solo fare un piacere per
1 anno.
Quella che ho indicato e' solo una strategia che reputo importante
per cercare lo sponsor principale, poi naturalmente esistono altri strumenti
ma il piu' semplice ed efficace credo sia quello descritto.
Naturalmente la direzione dovra' pensare di investire dei soldi, ma
gli stessi se spesi bene daranno i frutti desiderati.Nelle societa'
oltre ai cosidetti infaticabili dovranno iniziare ad entrare anche "le
menti" che con idee e strategie facciano decollare questo sport.
A livello federale si dovrebbe far conoscere piu' questo sport con
apparizioni studiate e mirate che mettano in luce cio' che fino adesso
e' stato nell'ombra.
Le calciatrici piu' rappresentative dovrebbero diventare delle icone
, ma al di fuori di Panico le altre sono sconosciute...perche? Per Panico
l'apice della popolarita' e' stato un fallo subito durante la partita del
cuore con relative scuse... se non fosse stata una casualita' sarebbe sembrata
un'ottima strategia di marketing...
chi ha idee magari gia' applicate scriva in questo forum perche' il
confrontarsi puo' servire a tutti.
Roberto Genta
LA DERIVA DEL C.F. (9): OCCHIO, BLASONATE!
A Bergamo è nata la U.S. Nossese 1919 C.F. Valle Seriana. A dire
il vero non ci ha sorpreso la notizia del fallimento dell'A.C.F. Bergamo
e siamo convinti che ne seguiranno altri molto più clamorosi. Frutto
di una malagestione? Frutto del caso? Il calcio femminile è ancora
a livello dilettantistico e tale deve rimanere se non vuole sprofondare
nel più profondo degli abissi. Chi fa il passo più lungo
della gamba, inciampa...squadre blasonate, occhio.
Renato
LA DERIVA DEL C.F. (8): UN ALBO D'ORO DI CADAVERI
Sono fondatore e presidente da sempre (18 anni) della squadra di calcio
femminile A.C.F. San Martino di San Martino Buon Albergo (VR).In tutti
questi anni ho accumulato un pò di esperienza di questo sport e
secondo me sono molti i fattori che non lo fanno decollare.Alcuni sono
esterni come il fatto di essere costantemente ignorati dalla stampa e dalla
televisione, i pregiudizi che esistono ancora sulle donne calciatri e altri
ancora.C'è però anche un fattore interno che secondo me mina
proprio alla base questo sport.Il fatto che alcuni presidenti vogliono
emulare il calcio maschile, facendo credere che giocando in serie A piuttosto
che in B o in C si diventa famose e ricche come Totti.Quello che
mi meraviglia è che spesso tanti genitori ci credono.Proviamo a
guardare l'albo d'oro dello scudetto e lo troveremo pieno di cadaveri.Una
montagna di squadre scomparse dopo aver vinto il titolo.Questo perchè
nel c.f. non ci sono soldi a nessun livello e se un anno ci va ricca perchè
abbiamo trovato un buon sponsor, non dobbiamo fare le cicale e farsi prendere
da manie di grandezza, ma crearsi una riserva per gli anni successivi.Dobbiamo
tutti prendere coscienza che che a qualsiasi livello il c.f. è puramente
dilettantistico e chi lo gestisce o lo gioca lo deve fare per passione
e non per diventare famoso. Se qualcuno ha voglia di visitare il nostro
sito, lo invito a leggere lo STATUTO e il nostro regolamento. www.acfsanmartino.it
Severino Provolo
LA DERIVA DEL C.F. (7): I PERCHE' DEL BERGAMO
Se sarà proprio cosi "IL BERGAMO NON PARTECIPA ALLA SERIE AAAAA
" mi piacerebbe sentire le motivazioni perchè se le cose andranno
cosi ci sarà un perchè e chi a sbagliato deve per prima cosa
chiedere scusa all'intero mondo del calcio femminile non è giusto
che si passi dalle stelle alle stalle cosi in un attimo senza un perchè.
Roberto
LA DERIVA DEL C.F. (6): UNA LEZIONE DI GESTIONE SOCIETARIA
Vorrei esporre dei concetti secondo la mia ottica sulla gestione societaria
e sul rapporto societa' e giocatrici. Le societa' devono effettuare dei
bilanci preventivi concreti ed in base alle disponibilita' economiche che
sicuramente si andranno a concretizzare si progetta la stagione, non esiste
la teoria che questo o quell'altro sponsor aveva promesso e poi non ha
mantenuto se cosi' fosse vuol dire che il contributo non era certo percio'
non andava considerato nel bilancio preventivo, penso che nella moltitudine
di sponsorizzazioni alcune di esse non vadano a buon fine e questo certamente
non manda all'aria una politica preventiva ma che non vadano a buon fine
le sponsorizzazioni piu' importanti e' poco credibile, se cosi' fosse la
societa' deve adempiere in modo concreto nel minor tempo possibile, il
tempo d'attesa che si puo' chiedere ad una giocatrice di pazientare non
deve superare i due mesi, sia per un rispetto verso la persona ma ovviamente
per un fatto oggettivo.
Mi sembra ovvio che una societa' che non riesce ad adempiere ai propri
doveri cerca di concordare il giusto dovuto in un tempo ragionevole se
questo non avviene i creditori fanno valere i propri diritti nelle sedi
opportune (sempre se a monte ci siano dei contratti regolari) le lettere
aperte, rispettabilissime, non risolvono assolutamente le problematiche
anzi possono essere fonti di contenzioso, percio' se il problema non si
risolve in un tempo logico si percorrono le vie canoniche e tagliare il
rapporto con la societa' che purtroppo e' caduta in disgrazia.
Per concludere un consiglio alle giocatrici che hanno di questi problemi:
piangersi addosso non serve, il calcio in generale e' in crisi pero non
e' cosi' dovunque, ci sono realta' che la cosa e' programmata con buon
senso dove la persona viene prima della calciatrice.
Enea
LA DERIVA DEL C.F. (5): BERGAMO ADDIO
"Cercare e sapere riconoscere chi e cosa in mezzo all'inferno non è
inferno, per farlo durare e dargli spazio" Italo Calvino
Il Bergamo pare non si iscriverà alla Serie A.
Una bella mazzata per me, che ho creduto nel calcio femminile e nel
progetto del presidente. Perdo anche una bella vetrina di spazio sul giornale,
ma non è questo il problema. Mi dispiace per le ragazze, conosco
e posso capire i loro diritti.. ma qui pare che siamo arrivati a una soluzione
senza vincitori.
Per quanto mi riguarda mi trovo di fronte a un bivio, rischio di fare
un passo indietro, visto che in fondo lo spazio sul giornale andava a pari
passo con i successi della squadra, ma la mia carriera non dipende dal
calcio femminile... grazie a dio. Io continuerò secondo le mie possibilità
a colllaborare e mettere tutto il mio entusiasmo.... ma dall'altra parte
voglio dialogo e ascolto, altrimenti non ho problemi a cercare gratificazioni,
umanità e voglia di fare altrove.
In fondo io Amo il calcio... inteso come arte, come emozione, come
sentimento...
Il problema è questo: nel calcio, come in tanti ambienti, ci
sono attori (Società, squadra, tifosi, genitori, giornalisti...)
che hanno obiettivi spesso divergenti se non a volte opposti... questo
non porta da nessuna parte.
La buona società, la buona tifoseria, un bravo giornalista,
un buon gruppo è quello che dialoga e cerca un equilibrio comunicativo
con gli altri attori per raggiungere un obiettivo comune che deve SEMPRE
e comunque assecondare la passione e la voglia di giocare, vivere, praticare
e raccontare calcio.
Se manca questo dialogo (da parte di un attore, di un altro o peggio
ancora di tutte le componenti) il risultato porta a fallimenti come quelli
del Bergamo, del Foroni e della Lazio.
Non tutti i mali vengono per nuocere... mi auguro che chi ha sbagliato
si faccia un esame di coscienza e tragga insegnamento da tutto quello che
è successo, succede e succederà ancora.
Un saluto a tutti.
Chiara Manzoni
LA DERIVA DEL C.F. (4): TROPPI "ALLENATORI"
Ho pure letto lo sfogo dello staff medico della Lazio in relazione al nuovo
presidente. E lo stesso problema che noto essendo anche laureato
in mangement dello sport con un'intera tesi sul c.f., per non parlare che
ho pure lavorato ad un Mondiale femminile (e che sono stato gia' tre volte
alla Coppa Algarve in Portogallo). Arroganza di certe persone?
Si', ma io aggiungerei anche una cosa fondamentale: la STRA-ignoranza di
molti dirigenti e presidenti! Ho un cugino che e' endocrinologo qui
all'ospedale di Udine. E' un ragazzo molto preparato. E' come se
un contadino friulano mettesse in discussione quello che mio cugino gli
dice in base ad un problema alla sua tiroide. Niente di male chiedere
un altro parere, ma che sia da un altro MEDICO, ma non certamente dall'amico
calzolaio che di tiroidi immagino ne sappia quanto io so di Buchi Neri!
E cosi' e' nel c.f. come ho potuto finora vedere. Il problema
principale che abbiamo qui dopo i FIUMI di parole spese sull'argomento
"perche' il c.f. italiano non va avanti" e' che (purtroppo) in Italia abbiamo
(a differenza dell'America. Almeno al momento) come sport nazionale il
c. maschile, e quindi noi poveri allenatori (quelli bravi e preparati)
siamo circondati da circa 57 milioni di CT che danno PURE la loro opinione
sul c.f. E spesso, molti di questi "CT" non solo capiscono 0,0 di calcio
in genere, ma ancora di MENO di c.f.! Quindi immaginate in che condizioni
deve lavorare un povero mister nel c.f.
Qualche anno fa sono andato a (uno dei 7 corsi seguiti finora) un corso
per allenatori organizzato da Il Nuovo Calcio a Tabiano Terme. Stavamo
di sera prendeno un birra con i corsisti. Qualcuno ha cominciato a parlare
di c.f. Un mister mi ha guardato e mi ha detto "Ho allenato il c.f. per
5 anni e non ne sento per niente la mancanza!" Mi era dispiaciuto
sentire questo commento negativo sul c.f. dato che stavo allenando il c.f.
in quel periodo e volevo continuare in questo settore. Ora,
dopo un'altra brutta esperienza con il c.f. qui in Friuli sto seriamente
pensando dopo circa 20 anni nel c.f., di passare a quello maschile.
Chi onestamente me lo fa fare di essere continuamente preso per i fondelli
da dirigenti /presidenti che a) non hanno mai giocato a calcio b) non hanno
mai allenato e c) non sanno la differenza fra la parola "laurea" e "Laura"
(il presidente di una nuova squadra di Serie C a Udine mi aveva ripetutamente
detto "Io di calcio non capisco niente". E io volevo invece rispondere
"E lei vuole fare a tutti i costi il presidente di una squadra di calcio"?
Mi sembrava logico, no?).
Una nota positiva pero' la devo aggiungere: delle diverse giocatrici
che ho allenato (una in particolare, Michela, il portiere della Roma) in
4 societa', da Roma a Udine, devo dire che RARISSIME volte ho avuto problemi
con loro. Sara' forse perche' qui in Italia (dopo 30 anni vissuti in Nord
America) ho un grandissimo rispetto per le ragazze che vogliono giocare
a calcio e quindi ho per loro una grande ammirazione (oppure sara' anche
perche' vengo da una cultura dove e' del tutto normale che una donna faccia
uno sport "maschile". Un esempio? Alle ultime Olimpiadi invernali
le canadesi vinsero la medaglia d'oro nell'hockey, lo sport nazionale del
Canada. Credo che avevano battuto in finale i loro grandissimi rivali,
l'America. Idem per i maschi pero' l'intero paese fu orgoglioso sia
per le donne che per gli uomini). Ho cercato sempre di trattarle
con rispetto e (credo) che pure loro mi hanno rispettato e hanno apprezzato
la mia preparazione e l'impegno che ci ho messo per allenarle. E solo un
peccato che i NON-giocatori di stima nei miei confronti ne hanno (veramente)
avuto ben poca. Compreso qualche individuo alla Divisione Calcio
Femminile.
Mario Rimati
LA DERIVA DEL C.F. (3): UN BRUTTO RISVEGLIO
Lazio, Foroni: per due anni hanno dominato lo scenario del campionato attraverso
risultati, media, iniziative pubblicitarie e soprattutto una forte impronta
societaria alle spalle.
Finalmente, per noi giocatrici, il sogno di vivere un calcio capace
di premiare i nostri sacrifici e l'impegno sembrava essersi avverato..
UN BRUTTO RISVEGLIO QUELLO CHE CI HA SORPRESO:entrambe le società
sono tornate al centro dell'attenzione, ma anzichè per successi
e meriti sportivi, lo hanno fatto soprattutto per lo scontento e
l'amarezza diffusi tra le loro giocatrici.
NON E' GIUSTO essere scambiate per un giocattolino da usare per raggiungere
altri fini..NON E' GIUSTO sfruttare così la nostra passione..NON
E' GIUSTO che i presidenti possano continuare liberamente a distruggere
ciò che con sudore e amore noi ragazze abbiamo costruito. Possibile
che nessuno possa fare niente?
Ritengo fondamentale che la lega e la divisione effettuino appropriati
controlli economici ed indagini al fine di evitare questi spiacevoli inconvenienti.
Chi ha sbagliato deve pagare e chi non è in grado di gestire
una società di calcio e garantire alle ragazze il rispetto e la
serietà che meritano non può e non deve proseguire ad agire
indisturbato.
Questo è uno sfogo che spero possa servire quantomeno ad evidenziare
il nostro dispiacere e la nostra impotenza di fronte a continue e palesi
ingiustizie che si verificano nel calcio femminile in Italia.
una giocatrice della Lazio
LA DERIVA DEL C.F. (2): MANCA LA PROFESSIONALITA'
Risposta a Mauro: Sul fatto che molti istruttori si
avvicinano al femminile perche si vedono iscritti ad un campionato di C,B,A2
o A sono pienamente d'accordo.
Molti quando arrivano sono pieni di entusiasmo ed iniziano nel migliore
dei modi prendendo per meno la squadra.
Purtroppo (forse te ne sarai accorto anche tu) non e' facile allenare
il femminile e talvolta molti lasciano questa disciplina perche' piena
di problematiche extra calcistiche.
Se nel maschile le componenti principali sono : tattica, tecnica ,
fisicita ecc. ecc. , nel femminile le maggiori problematiche che un mister
si trova a dover gestire sono quelle psicologiche.
Le ragazze in gruppo non sono facilmente gestibili e spesso il consociativismo
non aiuta chi vorrebbe insegnare sport e invece si trova a dover districarsi
in matasse sembre piu' ingarbugliate.
Sul fatto che le formazioni femminili sono a rischio di scioglimento
e' purtroppo una realta' scottante e questo a volte deriva dal fatto che
non ci sono soldi, in altri casi da liti interne dove le paladine di turno
decidono di essere nel diritto di allontanare l'uno o l'altro a proprio
piacimento (allenatori o dirigenti).
Questa caratteristica tipica solo del calcio al femminile rende questo
sport difficilmente gestibile e rende protagoniste della vita societaria
le ragazze che non dovrebbero entrare nei meriti decisionali.
Anni fa ricordo che a Riva del Garda un gruppo di ragazze e' salito
sul pulman per andare in trasferta solo alla notizia che era stato sollevato
dall'incarico il povero allenatore di turno (scomodo).
La professionalita' di cui parli manca non solo agli istruttori, ma
anche a molte ragazze e a molte societa' che sono spesso formate da 2 o
3 persone appassionate che danno anima e cuore, ma non sono in grado di
garantire una continuita'.
Si dovrebbero creare vere societa' sportive , dove i dirigenti dovrebbero
pensare alle problematiche societarie e il gruppo ragazze alla componente
sportiva.
Una rosa ampia garantirebbe sicurezza alle societa' che non sarebbero
cosi in balia delle ragazze e delle loro decisioni.
Il calcio femminile ha bisogno di cambiare, ma quanti lo vogliono
veramente?
Roberto Genta
LA DERIVA DEL CALCIO FEMMINILE
Sono un allenatore di calcio, la mia esperienza si
disloca sopratutto nel maschile, ho avuto anche una breve esperienza nel
femminile, serie C, una società del Reggiano (Reggio emilia) e questa
esperienza è stata formativa e nello stesso tempo problematica sotto
il profilo professionale.
Il problema vero è che nel calcio in generale ed in quello femminile
in particolare manca la professionalità degli istruttori, che a
mio avviso arrivano al calcio femminile solo perchè le categorie
si chiamano A, A2, B, C, D.
Se si chiamassero 1°categoria ecc. non si farebbero vedere, poi
nel femminile lasciano tutto al caso: con un buon portiere e un bravo attaccante
si vincono i campionati, poi della crescita tecnica e sportiva non ne frega
niente a nessuno, e se provi a lavorare in quel senso trovi degli ostacoli
del tipo "ma che fai? tanto l'anno prossimo non sappiamo nemmeno se facciamo
la squadra!?"
Ecco questa è la realtà di uno settore del calcio che
ha paura di crescere, e così facendo anche gli sponsor scappano
perchè le masse non partecipano alle gare... solo perchè
la qualità del gioco è insufficente...
Basterebbe lavorare sodo e visto che la capacità di apprendimento
delle donne è maggiore di quella dei maschi in breve tempo si possono
ottenere risultati di tutto rispetto, e il fondamento di quanto detto è
verificabile a livello internazionale, dove le nostre rappresentative prendono
sonore lezioni di gioco...
Complimenti per la completezza del sito continuare così.
Mauro Bacchelli