FORUM 2005
"Ci sedemmo dalla parte del torto, visto che tutti gli altri
posti erano occupati".
Bertolt Brecht da Buongiorno!
OK PARLIAMONE (82): PACE E AMORE
Ciao, sono una ragazza di 24 anni e gioco a calcio da 8. Gioco in
una squadra in cui io e altre 3-4 persone massimo siamo eterosessuali;
le altre 13-14 sono bisessuali o lesbiche. Sinceramente non è stato
facile per me superare i pregiudizi nei loro confronti ed entrare in contatto
con loro, ed evitare di spaccare loro la faccia ogni volta che si dicevano
le loro cosucce nelle orecchie e parlavano "in codice" (come qualcuno ha
scritto qua sotto)... ma alla fine sono riuscita a vederle come persone,
esattamente come me, e al di là della loro sessualità. Così
leggendo questo mare di opinioni, tutte legittime, scritte qua sotto, ho
solo voglia di dire a tutte loro RAGA VI VOGLIO VERAMENTE BENE!
Grazie per lo spazio........
Settebello
OK PARLIAMONE (81): VISTO DA FUORI
Ciao a tutti mi chiamo Roberta, il messaggio di Fede mi ha sollevata, io
non sono dentro a questo ambiente ma visto da esterna come me sembra
tutto ciò un pò ingrandito. Mi dispiace per quello che si
dice, cioè provo a spiegarmi, molto si scrive sulle cose negative
e pochino su quelle positive.
Ad esempio il fatto che le ragazze debbano dividersi tra il lavoro
e lo studio, da poco ho saputo che il calcio femminile viene considerato
dilettantistico, se solo penso ai miliardi che girano dall'altra parte...ma
non fraintendetemi per favore, non voglio dire che sia solo una questione
di soldi ma questo dimostra la scarsa considerazione che c'è nei
loro confronti in federazione. Come può sentirsi dilettante una
giocatrice che ha impegni non solo in campionato ma in coppa e magari anche
in Nazionale.
Riguardo alle cose negative è ovvio e giusto che vengano risolte
e riguardo alla vita privata ed affettiva non dovrebbe essere messa così
in piazza ma tutto dovrebbe rimanere tra di loro. Ricordo che il polverone
è stato alzato da un allenatore marchigiano ma la cosa doveva essere
gestita con più discrezione senza che la notizia fosse data in pasto
a certi sciacalli della notizia che poi a farne le spese sono le ragazze.
Lasciatemi dire un ultima cosa che avrà forse un sapore femminista
ma ho notato che quando a commettere un errore è una donna viene
subito condannata e il tutto viene generalizzato, se a sbagliare è
un uomo invece si chiudono entrambi gli occhi, qualche esempio? George
Best, un genio della sregolatezza,ma che importa era un genio in campo
e tutto gli veniva perdonato, avete visto che razza di funerale? Se morisse
un qualunque operaio all'opinione pubblica non colpirebbe più di
tanto, continuo: Diego Armando Maradona e non commento, senza contare i
capricci di alcuni che ancora giocano.
Spero di non essere stata noiosa, io non sono nell'ambiente ma sono
solo un'appassionata di questo sport, non vorrei aver scritto nulla di
spupido,e non vorrei essere stata indelicata, ma accetto qualsiasi
critica. Volevo solo spezzare una lancia verso queste ragazze che penso
meritino più rispetto, e (AZZARDO) sarebbe giusto che diventassero
proffessioniste in modo da avere più tempo per allenarsi e migliorare
le loro prestazioni così farebbe meno paura incontrare una Germania
o una Novergia.
Grazie e ciao a tutti
Roberta.
OK PARLIAMONE (80): PERSONE INTELLIGENTI
Ciao a tutti, ho 26 anni, gioco a calcio in serie D da sette anni e sono
eterosessuale (il tono di questo forum rende la puntualizzazione d'obbligo).
Vi assicuro che in ogni squadra di calcio femminile che conosco ci sono
delle ragazze gay ma personalmente non ho mai visto fare pressioni sulle
giocatrici più giovani o escluderne altre perche etero. Alcune di
loro le considero mie amiche, sono ragazze intelligenti, sensibili e estremamente
rispettabili, penso che il punto della questione sia solo l'intelligenza,
che non è prescindibile dai gusti sessuali, o lo si è o non
lo si è...
Fede
OK PARLIAMONE (79): LA TRISTE REALTA'
Cara Storm, capire invece di condannare? prova tu a capire il disagio di
chi ha una figlia di 17 anni forzata ad avere una "compagna" (ovviamente
molto più vecchia) per poter essere accettata nel "gruppo". "Pseudo
maschi" è senza dubbio un'espressione assai infelice ma qualcuna
delle tue amiche lo è assai di più. E poi cosa vuol dire
che, siccome non c'è altro posto che tollera, allora ci si permette
di fare del calcio femminile un ritrovo esclusivo? baci ed effusioni li
ho visti anch'io dal vivo, forse dovreste essere voi a tollerare le ragazzine
"diverse da voi" invece di imporre loro di "integrarsi nel gruppo". Esagerazioni?
magari fosse così, purtroppo questa è la triste realtà...
che ti piaccia o no.
Bao
OK PARLIAMONE (78): NORMALE E ANORMALE
Rispondo mal volentieri a Storm, penso che tu sia una donna. A tutto ciò
che avevo scritto io ti sei già risposta da sola. Io parlavo di
trovare, e non in un solo club, perchè ne conosco diversi, un'esagerazione
in tutto (e se avrai letto la mia risposta avrai capito di cosa parlavo,
credo). Se per te è normale e rispottoso nei confronti degli altri
vedere ragazze che escono dagli spogliatoi e si baciano...o sentire battute
di vecchi porci alle bambine.., se per te ciò è normale allora
lasciamo che il calcio vada così ...tanto poi comunque chi ne parla
ne parla solo male... evidentemente non è tanto "normale".
Sagia
OK PARLIAMONE (77): CAPIRE INVECE DI CONDANNARE
Ho letto le risposte alla mia mail di qualche tempo fa. Che dire? Il contorno
di perversione imperante che Sagia ma soprattutto Roberto e Bao hanno descritto
io non lo vedo, nè l'ho mai visto nelle squadre dove sono stata.
Certo, che qualcuna (molte?) considerino il calcio "solo un terreno
di caccia" è innegabile, ed è innegabile che certe calciatrici
lesbiche siano sgradevoli agli occhi dei più.
Ma io non penso assolutamente che questi "pseudo maschi" (espressione
assai infelice) siano la maggioranza in spogliatoio. Dalla descrizione
che fate voi sembra quasi che gli spogliatoi del calcio femminile siano
peggio dei bassifondi di Sin City! Suvvia, non esageriamo!
E poi, per spezzare una lancia a favore delle calciatrici gay, vogliamo
vedere anche il rovescio della medaglia? Dove mai una lesbica può
essere sè stessa? Pensateci, Roberto e Bao, prima di chiedere di
"toglierci di torno questo contorno".
Quelle che vivono nelle poche grandi città dove c'è tolleranza
sono fortunate. Le altre il più delle volte devono tenersi tutto
dentro, indossano una maschera a beneficio dei "normali", covano una rabbia
profonda per questa situazione, una gran voglia di ribellione... e appena
possono si lasciano andare. Non dico che l'eccesso sia giusto, (anzi!)
ma vi invito a capire invece che a condannare. Per molte lo spogliatoio
è il solo posto dove possono incontrare persone come loro. Pensate
come vi sentireste VOI se avvicinare una donna vi fosse impedito dalla
morale comune! Queste ragazze non andrebbero condannate (a meno che non
arrivino a molestie vere e proprie, ovvio, nel qual caso sono mele marce
da allontanare), bensì integrate, aiutate ad aprirsi a tutto il
gruppo, non solo a quella parte del gruppo che sentono più 'simile'.
Le calciatrici che hanno atteggiamenti estremi (rutti, scoregge, bestemmie
ecc.) andrebbero messe in riga, lesbiche o etero che siano. O si comportano
in modo civile o non giocano. Dovrebbe essere un concetto semplice, no?
Ma allora perchè nessuno prova ad applicarlo? Qui torniamo alla
radice del problema, come dicevo nell'altro post: che da noi non c'è
il coraggio di fare quel che si fa negli altri sport.
Quanto alle "presunte lesbiche che tornano etero" e viceversa... non
avete mai pensato che possono essere semplicemente bisessuali, o anche
ragazze confuse sulla loro sessualità, che non sanno come altro
chiarirsi le idee? I maschi nella stessa situazione vanno da puttane e
viados vari, scusate se noi ragazze preferiamo provare in altro modo, poi
magari tornare alla
preferenza iniziale!
Riguardo all'idea balzana che l'omosessualità fa venir meno
l'agonismo, poi, giusto per la cronaca vi chiedo se non avete mai visto
mollare fior di calciatrici etero perchè messe in crisi dal moroso,
o perchè in estasi da nuovo moroso. Se certi pregiudizi assurdi
circolano già nei nostri ambienti, figuriamoci fuori!
Sagia, concordo in pieno che l'esagerazione vada combattuta, ma secondo
me generalizzi troppo quando dici che è impossibile avere rapporti
di semplice amicizia con le calciatrici gay. Ci sono quelle che hanno in
mente solo 'quello', non lo nego di certo, ma non tutte sono così
(e ti assicuro che certi atteggiamenti danno fastidio anche a molte lesbiche).
D'altra parte molti maschi si comportano allo stesso identico modo, con
battute sporche, atteggiamenti espliciti eccetera... come fatico ad essere
amica di quei ragazzi, così fatico a legare con le lesbiche "della
peggior specie" che descrivi tu. Il che non significa che tutti i maschi
siano così, nè che tutte le lesbiche siano cafone o irrecuperabili
ad una convivenza sportiva civile.
D'altra parte, sapessi quante ragazze etero ho visto venire nelle squadre
di calcio solo perchè è il modo migliore per avvicinare i
calciatori maschi al campo! Sapessi quante ne sento fare commenti apertamente
sulle loro scopate etero del venerdì sera, quante di loro si vantano
delle loro conquiste, quante di loro si comportano da mignotte! Nessuno
dice loro nulla (c'è pure
chi le trova divertentissime) proprio come nessuno dice nulla alle
lesbiche troppo aggressive.
Il problema è tutto lì, come dicevo nell'altro post.
Allenatori, presidenti ecc. che non sanno gestire lo spogliatoio, e lo
spogliatoio degenera. E' un vero peccato, perchè per l'immaturità-stupidità
di poche (calciatrici) e per l'incapacità di pochi (dirigenti-allenatori)
ci rimettiamo tutti.
Quanto al "dove sono le donne", chiedetelo a chi le tiene fuori dalle
società.
Storm
OK PARLIAMONE (76): LA COMMISSIONE DI PROPAGANDA
Ciao Roberta, volevo comunicarti che in questo periodo e' nata una speciale
commissione che lavorera' all'interno della divisione con lo scopo di dare
visibilita' a questo movimento. I giornali, le televisioni ecc. ecc. non
danno spazio al calcio femminile perche nessuno lo chiede loro... ti comunico
che nella commissione non c'e' nessuna donna...Il calcio femminile ( cambiando
discorso ) purtroppo e' un covo dove tutto e' lecito, ma credo che si possa
cambiare rotta e questo dipende solo dalle calciatrici...io sono dalla
parte di quelle che vanno al campo per fare sport e faro' di tutto per
ripulire questo ambiente dai condizionamenti e dai luoghi comuni, ma se
non ci sara' una rivoluzione credimi forse e' meglio che il tutto stia
ben nascosto... di scandali nel femminile ce ne sono stati molti e anche
molti sponsor lo sanno, quindi se si puo' ci si sta lontani.. triste!!
ma non e' impossibile cambiare rotta.Le societa' hanno un ruolo fondamentale,
ma la paura di un ammutinamento sono tante e allora meglio non parlare
perche' come e' noto sono le giocatrici ( in molti casi) ad avere in mano
la situazione.Alcune ragazze se sentono "puzza" di rivoluzione abbandonano
la formazione per cercare lidi piu' tranquilli ed infatti assistiamo a
massicce concentrazioni che poco centrano con lo sport.per fortuna
esistono anche tante ragazze con la passione verso il calcio!
Roberto
OK PARLIAMONE (75): ...MA NON POSSIAMO GENERALIZZARE!
Salve a tutti, sono un'appassionata di calcio da sempre, seguo
i risultati su televideo e mi piacerebbe vedere anche la nazionale in televisione.
Questo sito è ricco di notizie, però sono rimasta sconcertata
quando ho letto che il calcio femminile viene considerato un covo di perversione.
Mi sono chiesta se è vero oppure se sono i soliti pregiudizi
su tutto quello che facciamo noi donne.
Credo che se negli spogliatoi accada qualcosa di grave, come le molestie,
è giusto prendere dei provvedimenti ma non si può infangare
tutto il movimento femminile.
Ricordo che qualche anno fa venne fuori uno scandalo nel calcio maschile:
alcuni giocatori erano stati scoperti a frequentare case di tolleranza
che avevano la facciata di centri benessere. Che cosa dovevamo pensare
che tutti i calciatori italiani frequentano quei posti? Ovviamente no,
non si può generalizzare e sporcare la reputazione di una persona.
Ho letto un messaggio nel quale un ragazzo si chiedeva come mai ci
sono poche donne che restano nello sport dopo aver chiuso l'attività,
io ho provato a mettermi nei loro panni e non credo sia facile vivere in
un ambiente così pieno di pregiudizi, forse nel momento in cui una
giocatrice appende le scarpe al chiodo ha bisogno di impegnarsi in altre
cose in un posto più tranquillo.
Io non sono una giocatrice ma come donna ho sentito il bisogno di scrivere
questo, e vorrei fare una domanda a chi è dentro a questo sport
e ne sa più di me: perchè la stampa e la televisione quasi
ignorano questo sport? non penso sia solo per i risultati poco buoni della
nazionale, ricordo che la nazionale maschile non partecipò nemmeno
agli ultimi europei. E' probabile invece che le ragazze diano quasi fastidio
ad un calcio maschile straricco che al contrario di loro devono dividersi
col lavoro o con lo studio? Questo dimostra che le ragazze hanno una vera
passione per questo sport. Mi fermo questa mail è lunghissima...
un saluto.
P.S. In bocca al lupo all'Italia per sabato contro l'Ucraina.
Roberta
OK PARLIAMONE (74): SIAMO ANCHE NOI GENITORI
Ho notato che qui si parla sempre dei genitori come cose astratte. Non
dimentichiamo però che anche noi addetti ai lavori siamo genitori.
Alzi la mano chi non ha mai sentito dire da qualche dirigente, allenatore
del calcio femminile cose del tipo "...il calcio femminile mi piace, ma
mia figlia non ce la manderei di certo...". Io l'ho sentita dire persino
da ex calciatrici. Se siamo a questo punto che speranze abbiamo?
Gigi
OK PARLIAMONE (73): DOVE SONO LE DONNE ?
Bravo Bao, hai colto nel segno e' proprio il contorno
che e' disastroso... ed e' proprio per questo che i genitori fanno di tutto
per evitare che le proprie figlie si avvicinino a questo sport. Non credo
che al "contorno" interessi molto il nostro discorso perche' per molte
e' solo una questione di "caccia" e questo sistema serve per rendere il
terreno "fertile". Non credo che sia facile soluzionare questa questione,
ma in qualche modo si dovra' procedere. Sicuramente le interessate punteranno
sulla discriminazione e cercheranno di tenere tutto come e', ma cosi e'
tutto tranne che sport.
Il calcio femminile attualmente e' come hai detto tu un covo e come
tale restera' se non si cambia marcia... ma chi lo deve fare? le ragazze
sono le uniche che possono smuovere questo sistema, perche' chi gioca al
calcio femminile e' guardato male per colpa di alcune, e' schedato e deriso.
Chi gioca al calcio femminile per detta comune e' lesbica e purtroppo a
volte anche le etero calciatrici confondono le proprie idee avventurandosi
in situazioni disastrose che le segnano per sempre. Ci sono situazioni
che sarebbero da denuncia, perche quando si plagia una ragazza di 15 anni
si e' delinquenti, ma questo sembra che sia normale in ambito di calcio
femminile.
La speranza mia e' che le stesse ragazze si ribellino e per loro interesse
facciano crescere questo sport che visto da fuori per questi motivi sempra
sempre di piu un club per pochi. Ma alle donne interessa il calcio femminile?
e' una questione che mi lascia perplesso... quante donne ci sono nelle
societa' di calcio femminile? personalmente sono all'interno di un gruppo
di lavoro in federazione relativo all'area comunicazione, ma di donne nemmeno
l'ombra... ho contatti con molti sostenitori di calcio femminile... tutti
uomini. I siti internet come questo sono in mano a uomini, di presidenti
ne conosco moltissimi... uomini anche loro, ma dove sono le donne? sicuramente
la mia e' una provocazione, ma credo che questo discorso faccia riflettere...
cosa ci fanno le donne nel calcio femminile se dove servirebbero non ci
sono? di dubbi ne ho molti e credo di avere anche delle risposte, ma vado
avanti nel credere questa minestra riscaldata un piatto prelibato! speriamo
che anche gli uomini non si stufino del calcio femminile.
Roberto G
OK PARLIAMONE (72): GRIDO DI RABBIA
Posso gridare la mia rabbia contro il mondo? Sono una ragazza di 26 anni
a cui il padre ha negato la possibilità di cominciare a giocare
a calcio da ragazzina. Forse ci sarebbe stata una brillante carriera visto
che nemmeno i maschietti erano in grado di fermarmi quando avevo il pallone
sul piede. poi a 18 anni ho preso la situazione in pugno ed ho cominciato.
Certo, ormai non era più la stessa cosa. Poi un bel giorno una speranza.
La persona che più ami al mondo ti giura sul suo amore che una nota
squadra di Lucca vuol prenderti sotto la sua ala protettiva e farti diventare
una delle migliori giocatrici della serie B. Sgomento e lacrime solcano
il mio viso. Finalmente, dopo anni di sacrifici si stava per realizzare
il mio sogno, ma nulla. Convocazioni che non arrivano mai. Telefonate di
persone che non so nemmeno se fanno parte del mondo del calcio. Ora sono
arcistufa. Spero che il mio sfogo venga letto da qualcuno che possa darmi
spiegazione di cosi crudeli prese in giro. Io che sudo per la maglia, che
lotto come un leone in campo, che ho perso due compagne di squadra in un
incidente stradale, che mi emoziono quando entro in campo e che ho allenato
per due anni una squadra di esordienti femminili che mi adoravano e poi...
Lancio un appello ad una schifo di lettera che ho letto. Smettetela con
i pregiudizi verso le lesbiche. Io lo sono e sono fiera di esserlo!
Grazie dello sfogo e se mi mandate a quel paese per questa mail avete ragione
ma ora mi sento davvero meglio.
Claudia
OK PARLIAMONE (71): IL COVO DEGLI PSEUDO MASCHI
Concordo prefettamente con Roberto e Sagia, respiro l'ambiente del calcio
femminile da 10 anni ed è inutile negare, lo trovo un covo della
peggior specie di "pseudo maschi", ma specifico bene, questo avviene quasi
sempre oltre la rete di recinzione, sembra una gara a chi somiglia di più
ad uno "scaricatore di porto", rutti, scorreggie, bestemmie.. chi vi ha
detto che essere così vi rende maschi? Io sono un uomo ma mica mi
comporto così! Da dove arriva questa gente? perchè infanga
il calcio femminile? perchè ciò non avviene ai bordi di un
campo da tennis, pallavolo, basket o atletica? E poi ci chiediamo perchè
il calcio femminile non decolla e perchè i media ce l'hanno con
noi? Togliamoci di torno questo triste contorno e forse le cose andranno
un pochino meglio. Se volete averne riprova andate ad assistere a qualche
torneo estivo, lì è una vera "caccia alla fidanzata". Se
poi preferiamo continuare a negare l'evidenza possiamo anche farlo, ma
smettiamo di lamentarci del fatto che le bambine non hanno il supporto
dei genitori nell'avvicinarsi a questo splendido sport.
Bao
OK PARLIAMONE (70): GLI SPONSOR NON HANNO PAGATO
Penso che Storm abbia già risposto alla sua domanda... e son
convinto che fin quando le stesse ragazze non useranno la testa per dividere
il GIOCO da tutto il resto non si risolverà il problema, idem per
la poca serietà di gestione di una squadra da parte di presidenti
e dirigenti certe cose tipo non pagare gli stipendi ecc... non succederebbere
per più di un mese nel maschile si fermerebbero subito di giocare
(cosa a volte o spesso ridicola visto i soldi che girano e non parlo di
A o B ) invece nel femminile i presidenti aprofittano della voglia di giocare
comunque da parte delle ragazze (cosa ammirevole) per poi dagli una pedata
alla fine delle stagione con la classica scusa "gli sponsor non hanno pagato"...
Buon lavoro a tutti
Roberto2
OK PARLIAMONE (69): UN'IDEOLOGIA
Sono mesi che non entro piu' in questo forum di discussione perche' credo
che quello che avviene nel calcio femminile sia un qualche cosa di pazzesco.Vedo
ragazze etero che si improvvisano lesbiche e presunte lesbiche che tornano
al mondo etero, vedo una confusione totale che regna sovrana ,ma sempre
ben alimentata da una fonte che prende il nome di calcio femminile.Conosco
ragazze che combattevano contro l'ideologia dell'omosessualita' perche'
chiaramente (in moltissimi casi) indotta e adesso rinnegano perfino il
loro passato. Ho visto gente che e' entrata nel calcio femminile giusto
il tempo per trovarsi la compagna e poi via senza nessun pensiero allo
sport praticato. Personalmente credo che di vere atlete nel mondo del calcio
femminile ce ne siano veramente poche e il " contorno" purtroppo impedisce
a questo sport di crescere.
Ho notato poi che chi entra nel mondo omosessuale abbandona molti dei
buoni intenti e la foga agonistica molte volte viene messa in secondo piano
, cambiando cosi gli obiettivi personali e colettivi. A volte mi chiedo
se questo e' sport... ma imperterrito continuo senza troppe riflessioni
e cattivi pensieri...
Roberto1
OK PARLIAMONE (68): "...CHE FAN SCHIFO..."
Sono una ragazza militante nel calcio femminile vorrei dare una risposta
a Storm spiegandole questo: la frase che ha detto lei "che fan schifo "
la ritengo perfetta come frase...e quello che cedo negli spogliatoi veramente
mi deprime come donna.....non so a che categoria tu appartenga ma ti posso
dire che io personalmente rispetto tutti i generi umani di qualsiasi natura...il
problema sai dov'è? che le lesbiche che ci sono nel calcio femminile
sono della categoria peggiore....dar far veramente parlare anche chi non
vorrebbe! Una normale non potrebbe anche volendo avere rapporti d' amicizia
o parlare con loro normalmente....perchè i vostri argomenti, cara
mia, sono sempre quelli e finiscila di dire che negli ambienti non se ne
parla male....nel calcio femm, ripeto...fate parlare anche chi con gentilezza
vorrebbe far finta di niente! Fate dei commenti..ti assicuro che parlo
con sicurezza, che non permettono di darvi il rispetto sulla vostra natura.
Io come donna mi vergogno per voi...vi rispetto si, ma siate un pò
più serie...anche per difendere la vostra natura e ripettere anche
le altre normali e vedrai che guppetti e casini negli spogliatoi non ce
ne sarebbero più. Come saprai l'esagerazione porta anche a queste
conseguenze , e cioè ad allontare il pubblico da questo sport che
forse potrebbe essere più pulito!
Sagia
OK PARLIAMONE (67): PROBLEMA TRA VIRGOLETTE
Sono un pò in ritardo, ma vorrei esprimere il mio parere nel dibattito
sul "problema" omosessualità nel calcio femminile.
Uso le virgolette perchè a mio parere non si tratta di un problema
reale.
Per me è solo un finto problema, che diventa vero solo perchè
noi permettiamo che lo diventi, perchè ci lasciamo prendere dall'emotività
invece di usare la testa.
Siamo onesti: chiunque può vedere che i gay, maschi e femmine,
non sono limitati a una specifica fascia di reddito, o a una precisa zona
d'Italia, nè a una o più attività lavorative. Se ne
incontrano tra i manager come tra gli operai, tra i ricchi come tra i poveri,
a Napoli come a Bolzano.
Ma allora, perchè dovrebbero limitarsi a un solo sport?
Se usiamo la ragione vediamo che è assolutamente cretino pensare
che il nostro sport sia "lo sport delle lesbiche". E' cretino, perchè
non esiste UNO sport gay per eccellenza, nè tra i maschi nè
tra le donne, così come non esiste UNO sport eterosessuale per eccellenza.
A uno può piacere il calcio, a un altro la vela, a un altro
il tiro a volo... che c'entra questo con chi entra nel loro letto?
Ci sono lesbiche nel tennis come nel basket, nello sci come nei tuffi,
nella ginnastica come nella pallavolo come nel ciclismo. E non bisogna
sforzarsi troppo per ricordare nomi anche famosi di sportive non calciatrici
che hanno tranquillamente ammesso la loro omosessualità. Tra l'altro
è inevitabile che specie ad alti livelli ci siano molte lesbiche
in TUTTI gli sport, perchè le ragazze etero a una certa età
è più facile che si sposino e lascino perdere l'attività
agonistica, per cui in percentuale il numero di lesbiche con l'avanzare
dell'età tende ad aumentare comunque in ogni sport.
Ma allora, perchè si è consolidato questo luogo comune
lesbiche=calcio femminile?
Certo non (solo) per colpa della stampa.
Ci sono stati scandali, certamente, ma l'equazione esisteva già
prima del "caso Marche", e d'altra parte ci sono stati casi finiti sui
giornali anche in altri sport.
E' per questo che penso che sia colpa di noi "interni" all'ambiente.
NOI, noi e nessun altro abbiamo lasciato che questo pregiudizio diventasse
dogma indiscutibile (rafforzandolo poi con dichiarazioni deliranti sui
giornali).
Che ci siano lesbiche (e tante!) nelle squadre di calcio femminile
è ovvio e innegabile. Ma ci sono anche nelle squadre di basket,
pallavolo eccetera.
Solo che di loro non si parla, perchè non ce n'è bisogno,
per la squadra la loro sessualità è irrilevante, come è
giusto che sia! Negli altri sport le lesbiche non sono un problema.
Se ci sono, sono integrate nella squadra. Loro non sbandierano le loro
preferenze sessuali in spogliatoio, nè creano gruppetti "privè",
nè mandano all'aria la squadra se si lasciano con una compagna.
Le loro compagne etero d'altra parte non le guardano storte, nè
sussurrano agli amici "sì, nella mia squadra ci sono 5 (6, 7, 10...)
lesbiche,
pensa!". I giornali poi non parlano dei loro piccoli scandali gay di provincia,
perchè non fanno notizia.
Ma allora, perchè da noi è diverso? Vorrei avere una
risposta sicura.
Forse è perchè statisticamente nel calcio ci sono più
lesbiche che negli altri sport e per questo si "vedono" di più,
ma non posso dirlo per certo, visto che non credo sia mai stata fatta una
rilevazione seria sul tema (perchè, poi?).
Forse perchè sul nostro sport e intorno al nostro sport non
c'è molto altro da raccontare per i media, (visto che di flirt o
matrimoni vip non c'è proprio traccia, e che di successi internazionali
non se ne parla)... parlano di noi solo per questioni gay, e dai e dai
questo si fissa nell'immaginario collettivo.
Non lo so. A me piace pensare che sia perchè il nostro sport
è storicamente più tollerante, e per questo le ragazze gay
hanno meno paura a rivelarsi, ad essere sè stesse e questo si vede,
ma temo non sia per questo.
Temo che il problema sia dovuto a due fattori: il primo e centrale
sono gli allenatori e i presidenti; il secondo sono le stesse giocatrici.
A mio avviso gli allenatori e i presidenti del calcio femminile, a
differenza di quelli degli altri sport, sono totalmente impreparati a gestire
le ragazze. Queste ultime d'altra parte sono più immature e agiscono
in modo dannoso per la squadra molto più che non in altri sport.
Mi spiego. Ho vissuto in tre società e conosco bene la situazione
di una quarta, e in due le cose sono sempre filate perfette, nelle altre
due la tensione in spogliatorio si taglia col coltello. Dove sta la differenza?
Presto detto.
Nella prima società c'era un motto che era ripetuto continuamente,
ad ogni occasione, da tutti: la squadra è una cosa, il resto, TUTTO
il resto, non deve influire sull'armonia dello spogliatoio. Quello che
non è il gruppo non deve influire sul gruppo, qui si viene per giocare
al calcio. E infatti non ci sono mai stati malumori di alcun tipo. Non
ho mai saputo di storie tra ragazze della squadra, nè di ragazze
che si erano rubate il fidanzato. E questo non perchè non fosse
successo (le storie c'erano eccome, l'ho saputo poi), ma perchè
non era lo spogliatoio il posto in cui discuterne o far scoppiare i problemi;
tutte avevano capito la regola e la rispettavano. Si usciva assieme, ma
le etero non si slinguazzavano i fidanzati, come le lesbiche non si baciavano
in pubblico. Le questioni private erano davvero tali. L'unica volta che
c'è stato un problema tra ragazze l'allenatrice l'ha capito al volo
e l'ha risolto parlando con loro, con tanta pazienza e riservatezza; la
cosa non ha influito nè sullo spogliatoio nè sui risultati
della squadra, e nessuno se n'è accorto.
Nella seconda società le ragazze etero erano l'assoluta maggioranza
e le ragazze lesbiche, capita l'antifona, se ne stavano nell'ombra senza
nemmeno lasciar intuire di non essere etero. Le etero non si sono mai litigate
i ragazzi, e l'armonia era completa anche lì.
Nella terza situazione (la mia squadra attuale) la tensione c'è
ed è grande. Qui metà squadra è gay e metà
etero e i due gruppi sono pochissimo integrati. Le ragazze gay, alcune
delle quali sono in coppia, sono molto riservate e sospettose. Escono tra
loro, chiacchierano delle loro cose sottovoce, fanno commenti "in codice".
Le ragazze etero sono molto offese di questo atteggiamento (alcune non
hanno neppure capito quale sia la causa di tanta segretezza) e si sentono
escluse, salvo fare anche loro commentini sottovoce su "Tizia che forse
va a letto con Caia, che schifo". L'allenatore sa che non c'è armonia
(le etero gli han detto che si sentono escluse, le lesbiche gli han detto
che non si fidano abbastanza delle altre e non si sentono di farle entrare
nel loro gruppetto) ma non fa niente... dice che non può farci nulla
e che è normale che ci siano simpatie e antipatie.
Nella quarta la stragrande maggioranza della squadra è apertamente
gay. Ci sono coppie e tutti lo sanno, perchè ogni volta che una
storia nasce o muore sono scenate in spogliatoio. Gente che lascia la squadra,
gente che minaccia di andarsene, pianti, strepiti, gente che non si parla...
robe che manco Beautiful. L'allenatore che fa? Nulla, perchè anche
se gli spiace lui "è lì per allenare, mica per fare lo psicologo
o il consulente matrimoniale (gay, per giunta!)".
Capite quel che voglio dire? Per me in altri sport mai e poi mai sarebbero
tollerate le divisioni di spogliatoio che si vedono da noi. Mai e poi mai
l'unità del gruppo sarebbe trascurata da allenatori che non la ritengono
loro dovere. Mai un allenatore ammetterebbe che non gli interessa se due
o più suoi ragazzi non si parlano. Mai le ragazze si permetterebbero
di sfasciare una squadra (o comunque di creare casino) per ragioni di sesso.
Mai ragazze etero si permetterebbero di sputtanare loro compagne raccontando
in giro storie private. Mai le loro compagne lesbiche si permetterebbero
di metterle in imbarazzo con atteggiamenti inopportuni. Mai le sportive
lesbiche creerebbero divisioni di spogliatoio per questioni loro, si vergognerebbero
troppo (e sarebbero subito invitate a risolvere i loro casini fuori dalla
squadra).
E invece da noi tutto questo accade, con grande frequenza, e chi si
lamenta è proprio chi non fa nulla per eliminare il problema, anzi
lo crea.
Io chiedo alle mie compagne calciatrici lesbiche: voi cosa fate per
aiutare le vostre compagne, allenatori e dirigenti etero? Ve lo ricordate
che spesso per loro voi siete un mistero? Lo sapete che spesso si trovano
in imbarazzo, che non sanno che pesci pigliare, cosa dirvi e come (di lesbiche
"out" fuori dal calcio non ce n'è tante)? Cercate di fare gruppo,
di unire, o piuttosto create divisioni? Vi ricordate che i vostri casini
interni spesso si ripercuotono su chi vi sta attorno? Lo capite che certi
atteggiamenti rischiano di creare un danno a tutto il movimento? Agite
di conseguenza, o ve ne fregate?
A voi calciatrici etero chiedo: come vi comportate verso le vostre
compagne gay? Le accettate, le fate sentire parte del gruppo o le escludete?
Cercate di legare con loro o le evitate? Parlate apertamente con loro?
Se ci sono dei problemi, se qualche loro atteggiamento vi disturba cercate
di parlarne?
E a voi che accusate le giocatrici lesbiche di essere delle sfasciasquadre,
a voi che accusate loro di essere la causa di ogni male, a voi dirigenti
ed allenatori incapaci chiedo: cosa fate per capire i problemi dello spogliatoio?
Voi che vi stupite se una ragazza segue l'allenatore gay in un'altra squadra,
avete mai parlato con quella ragazza? Cosa sapete di lei?
Come e quanto cercate di rafforzare il gruppo? Avete mai chiarito che
il gruppo è importante? Lo sapete che clima c'è in spogliatoio,
o no? Voi che vi lamentate del fatto che le "qustioni personali" ossia
le storie (e la fine delle storie) tra le vostre calciatrici influiscono
sulle loro scelte sportive, cosa offrite loro per invogliarle a restare
da voi a prescindere dalle questioni di cuore? Cercate di mantenere un
clima buono, o scrollate le spalle se ci sono problemi? Se in una squadra
c'è armonia, amicizia, unità, prima di lasciarla ci si pensa
due volte. Se ci sono gruppetti, bisbigli, dispetti ogni scusa è
buona per cambiare aria, ma voi appena una se ne va dite in giro che lo
fa perchè è una lesbica instabile. Non vi sentite ipocriti?
Così facendo rafforzate enormemente il pregiudizio-luogo comune
lesbiche=calcio femminile, e non risolvete nulla.
Il problema del calcio femminile non è l'omosessualità
delle giocatrici, è l'incapacità di gestirla.
Però l'omosessualità delle ragazze è un alibi
tanto, tanto comodo... Una scusa perfetta per tutti i problemi... no? Invito
tutti a un serio esame di coscienza.
Scusate il tono da maestrina e la lunghezza della mail. Spero che questo
lungo monologo abbia un senso anche per voi.
Storm
OK parliamone ottobre, novembre, dicembre
2004
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Da giugno 2002 l'argomento è a discrezione dei visitatori
I temi precedenti erano:
Scudetto alla Lazio: giusto così?
Ma come si fa a trovare lo sponsor?
Ma perchè si iscrivono?
"La vera nazionale è quella che
perde o quella che vince?"
"Arbitri, vittime o carnefici?"
"Ma perchè la nazionale perde sempre?"
"Ma che si deve fare per avere più
visibilità?"
"Chi vincerà lo scudetto?"
Chi è "la meglio" in assoluto?
"Ma perchè ci hanno buttato fuori
dall'Europeo?"
"Perchè il calcio femminile
non decolla ?"