Carissimo Signor Blatter,Mi scusi se sarò invadente e magari anche un po’ acida ma vorrei parlarle di una cosa che mi sta molto a cuore. Se gli irrisolvibili problemi del calcio maschile l’hanno stancata e ha deciso di dedicarsi al nostro caro ed amatissimo calcio femminile, la ringraziamo ma allo stesso tempo le chiediamo di tirarsi indietro perché le sue idee ci sono sembrate da subito stupide e discriminanti.
E’ da anni che il nostro movimento è in lotta per rubare qualche luce del riflettore ai colleghi maschi profumatamente pagati e ammirati, ma non crediamo che la sua soluzione sia quella giusta. Evidentemente non avendo mai seguito una nostra partita o non avendo mai visto tutto l’impegno e la passione che mettiamo in ogni allenamento, deve essere caduto in errore e deve aver pensato che siamo una banda di modelle. Mi dispiace deluderla, ma noi siamo soprattutto delle sportive e non ci abbasseremo di certo a mostrare parti del nostro corpo, come se fossimo in un calendario, con calzoncini più corti per farci notare dal pubblico. Il pretesto di esaltare la femminilità di noi calciatrici sinceramente non regge e ci risulta piuttosto subdola . Non siamo in passerella che dobbiamo farci ammirare per la nostra bellezza ma bensì siamo su un campo e vogliamo colpire i nostri spettatori per quello che facciamo con il pallone tra i piedi e non per motivi estranei a questo. Uno sportivo, anche se adesso nella maggior parte dei casi sono gli sponsor a decidere, deve scegliere di agire nella più completa comodità per rendere al massimo e il fattore estetico deve essere considerato dopo. Non penso proprio che un nostro dribbling sarebbe più esaltante se indossassimo una divisa più stretta così come non penso che un gol sarebbe ancora più bello se i nostri pantaloncini fossero più corti o che un colpo di testa sarebbe più decisivo se ci truccassimo. Non scenderemo a compromessi per emergere, sarà la nostra bravura a proiettarci in alto o magari è quello a cui aspiriamo.
Ogni persona si comporta e si mostra come si sente e come vuole essere ed è per questo che è speciale. Il calcio femminile a modo suo è molto speciale così com’è, perché in un mondo non ancora contaminato dai soldi, che è il riflesso di tante persone speciali che tutti i giorni, nonostante gli imprevisti, danno il meglio di se per portare in alto il movimento, i sentimenti e la passione vengono amplificati all’ennesima potenza. Allo stesso tempo però il calcio femminile è fragile (senza offesa per nessuna), complicato e forte, proprio come la sua attrice protagonista e non ha bisogno di essere capito o semplificato da qualcuno di esterno al “suo mondo” che non potrebbe mai capirlo.
Ho giocato a calcio, adesso lo seguo e basta, ma ha lasciato un qualcosa di indelebile dentro di me che neanche mille parole potrebbero descrivere.Per questo mi sono sentita in dovere di scrivere cosa pensavo e spero che la maggior parte della calciatrici siano d’accordo con me…Noemi Diamantini noemiterremoto2@libero.it